X-Men: Apocalisse di Bryan Singer: la recensione

cf7kkqeuuaeqameL’unione fa la forza e il cerchio comincia a chiudersi

Quinto film, dedicato ai mutanti, diretto da Bryan Singer, X-Men: Apocalisse comincia a chiudere il cerchio, mostrando al pubblico i giovani X-Men (dei quali si conosce già il destino) e puntando molto sul detto l’unione fa la forza.

Dopo un lunghissimo sonno, si risveglia En Sabah Nur, il primo mutante della Storia, conosciuto anche come Apocalisse. Una volta reclutati i suoi “cavalieri” (Tempesta, Angel, Psylocke e Magneto, quest’ultimo pervaso da un profondo sentimento di vendetta), il pericoloso mutante minaccia di far estinguere la razza umana.

La differenza tra i due gruppi di supereroi più famosi dei fumetti (Avengers e X-Men) risiede principalmente nella scelta di delineazione del villain di turno. Infatti se l’universo Avengers non è mai stato in grado di caratterizzare una nemesi degna di nota, l’universo X-Men ha sempre dato ampio spazio ai cattivi, mettendo in evidenza il loro ruolo, le loro motivazioni e il terrore che si trascinano appresso. Il divino En Sabah Nur (il primo mutante, colui che si sente il padre dell’umanità) possiede un potere talmente enorme che è in grado di controllare, mentalmente, chiunque e vuole distruggere la civiltà che, secondo il suo punto di vista, non si è evoluta in modo costruttivo. Di conseguenza la lotta che si consuma sullo schermo cinematografico è quella tra terreno (se qualsiasi mutante può essere considerato un semplice essere umano) e divino, tra conservazione e distruttiva rivoluzione; un eterno conflitto che mette in luce una profondità narrativa molto più interessante, perché lascia spazio a diversi risvolti filosofici, etici e morali.

In un film in cui si fa la dovuta conoscenza della psicologia caratteriale di personaggi fondamentali della saga (Jean, Ciclope e Tempesta su tutti), il regista Singer, forte dell’enorme budget a disposizione, realizza un prodotto eccitante, coinvolgente e coerente rispetto ai precedenti episodi. E questo grande merito va alla scelta di mantenere nel tempo (il primo capitolo è del 2000) la supervisione di Bryan Singer, che sta cercando di chiudere un cerchio che, a oggi, ha risposto a diverse domande degli spettatori. Grazie a un cast di tutto rispetto (le interpretazioni di Fassbender, McAvoy e Jennifer Lawrence sono sinonimo di qualità e professionalità), X-Men: Apocalisse si avvale di una sceneggiatura che approfondisce alcuni personaggi e sceglie di porne in disparte altri, finalizzati a divenire quel quid necessario per sconfiggere il male assoluto grazie a un lavoro di squadra ineccepibile. Quest’ultimo è un concetto che è stato sempre posto alla base dei prodotti con protagonisti gli X-Men che, se dapprima lottavano per il riconoscimento del proprio status e dei propri diritti di fronte agli occhi degli esseri umani, in questi episodi, nei quali vengono mostrate le gesta passate, è messo in maggior evidenza il loro sforzo nel proteggere la Terra da minacce di variabile entità.

X-Men: Apocalisse è un film contraddistinto da una narrazione scorrevole e coinvolgente, da un impianto visivo accattivante e da un’introspezione caratteriale adeguata. Minacciati dall’estinzione e dalla distruzione, gli X-Men combattono con fervore e animo e consegnano al pubblico un film con un ritmo narrativo lodevole e dall’animo action intatto.

Uscita al cinema: 18 maggio 2016

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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