Money Monster di Jodie Foster: la recensione

COL_BILL_TEMPLATE_21Punta una pistola alla tempia di Wall Street e, forse, avrai qualche risposta

Intrattenimento d’attualità presentato Fuori Concorso a Cannes 69, Money Monster esibisce qualche ingenuità narrativa di troppo; nonostante ciò la mano della regista si vede nella direzione del cast, nel quale Clooney è colui che conduce l’amara parabola di un idiota destinato a fare la cosa giusta, mentre Julia Roberts è colei che muove i fili con mano ferma e intelligenza.

Lee Gates è il conduttore di Money Monster, uno show televisivo dedicato alla finanza, in cui si commenta l’andamento della Borsa e si danno consigli sugli investimenti. Ridicolo, volgare e privo di freni, il programma ha molto seguito. Durante una diretta, Kyle Budwell, un investitore che ha perso tutto quello che aveva, irrompe in trasmissione e fa mettere al presentatore un gilet imbottito d’esplosivo. Kyle vuole delle risposte e vuole parlare con i responsabili del suo crack finanziario.

Quarto film diretto da Jodie Foster, Money Monster è un thriller chiuso su se stesso, nel quale il ristretto studio televisivo e lo spazio esterno dei milioni di cittadini davanti al televisore diventano un unico microcosmo, in cui chiunque è corresponsabile dei rischi economici che Wall Street perpetra ogni giorno. Un argomento d’attualità, che viene affrontato seguendo le linee guida di Lumet (Quinto potere), ovvero attraverso il mezzo comunicativo maggiormente d’impatto e mettendo in pericolo la vita di qualcuno per farsi ascoltare.

Money Monster punta il dito, lancia invettive e prova a mettere in luce il giornalismo sincero, che viene raggiunto solamente attraverso una minaccia di morte, un pericolo imminente, che uno degli ultimi (un disperato che ha fatto un investimento sbagliato) muove nei confronti di uno dei più ricchi e spavaldi (il presentatore ed esperto di Wall Street interpretato da George Clooney) personaggi del piccolo schermo.

Cinico e dotato di una sceneggiatura che manda a segno qualche battuta invitante velata di sarcasmo, Money Monster, pur essendo girato in tempo reale e puntando esclusivamente sulla frenesia dei colpi di scena e sui ribaltamenti di ruoli, finisce per ripetersi in più di un’occasione; il tutto viene innaffiato dalla redenzione del personaggio interpretato da Clooney e dal mantenimento della tensione da parte di Julia Roberts, regista del programma televisivo e vero fulcro dell’intera vicenda. È attraverso le sue decisioni che lo spettatore trova il ritmo e la voglia di arrivare alla conclusione della pellicola, mentre l’attentatore perde di credibilità e di carattere.

Buon intrattenimento, che non ha la presunzione di affermare che tutto ciò che succede nel mercato finanziario sia illegale (gli investimenti rischiosi non sempre sono delle frodi), ma che perlomeno sia sbagliato, Money Monster è fluido e, nonostante qualche termine tecnico, è comprensibile. Ciò che invece, a fine visione, lo spettatore non prova è il sentimento d’indignazione. Che si sia abituato al malaffare finanziario? Probabilmente sì, ma questa è un’altra questione.

Uscita al cinema: 12 maggio 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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