The Boy di William Brent Bell: la recensione

286527Il “terrore” ha uno sguardo inespressivo di porcellana

Horror inquietante e claustrofobico, The Boy ha una buona idea iniziale, ma poi si lascia andare a uno sviluppo narrativo convenzionale, che non aggiunge nulla di nuovo al genere.

Greta, una giovane americana, accetta un lavoro da bambinaia presso la tenuta degli Hellshire, una altolocata famiglia britannica. Peccato che Brahms, il bambino che dovrebbe accudire, sia una bambola di porcellana. Infatti il figlio dell’anziana coppia è morto in un incidente anni addietro e, da quel momento, la bambola di porcellana lo ha sostituito. Le regole da seguire sono ferree, ma Greta, quando gli Hellshire si allontanano per una vacanza, decide di non tenerle in considerazione.

In principio ci fu Chucky, il bambolotto e brutale assassino indemoniato, poi è arrivata Annabelle a infestare gli schermi cinematografici; ora è il turno di Brahms, una bambola di porcellana priva di espressività che viene trattata dai propri genitori come un bambino vero. L’idea di costruire la pellicola su una minaccia, che pare immaginaria, frutto di una suggestione, è interessante perché non fa credere allo spettatore che a muovere la bambola sia un demone ultraterreno. Invece lo sviluppo si lascia andare a troppa convenzionalità di genere, nella quale la figura di Lauren Cohan (scream queen al pari di Jamie Lee Curtis) finisce per diventare banale comprimaria, in una vicenda che perde d’attrattiva.

In The Boy si vede la mano del regista, che sa gestire i silenzi e gli ambienti claustrofobici di una villa immersa nel nulla; purtroppo ciò non basta a trasportare lo spettatore all’interno di una vicenda che impone delle regole ferree. E il film, idealmente, segue l’andamento del comportamento della protagonista che, se dapprima si rifiuta di sottostare alle imposizioni dettate dall’ossessione genitoriale (e ne paga le conseguenze), successivamente inizia ad ascoltare le minacce della bambola, facendo abbassare i toni della pellicola, chee si fa, paradossalmente, più accomodante, prima dell’impennata conclusiva. Un andamento quasi naturale, che però perde, nella parte centrale, di attrattiva.

Nonostante fosse la rappresentazione dell’ennesima bambola, The Boy dava l’impressione di essere un prodotto nuovo e non ripetitivo. Invece, per inseguire lo spavento (abbastanza prevedibile), il film di William Brent Bell finisce per diventare poco coinvolgente. Un vero peccato per un’opera dalle ambientazioni classiche, dalle attese snervanti e dai silenzi ossessivi.

Uscita al cinema: 12 maggio 2016

Voto: **

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...