Pericle il nero di Stefano Mordini: la recensione

pericle-il-neroL’intimidatore che cerca qualcuno da amare

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Giuseppe Ferradino, Pericle il nero esibisce un reietto, un disperato senza famiglia e passato; un emissario della camorra che fa (letteralmente) il culo alla gente. Un film dall’animo oscuro, che cerca disperatamente un slancio di speranza e un poco d’affetto.

Pericle Scalzone è un emissario della camorra. Abita a Liegi, aggredisce le proprie vittime con un sacchetto di sabbia ed è un protetto di Don Luigi. Un giorno stende la donna sbagliata e deve fuggire per non essere ucciso.

Diretto da Stefano Mordini, Pericle il nero è un noir d’autore che pone al centro della schermo un uomo fragile e ingenuo, un reietto della società, un personaggio inconsistente che combina un “guaio” e, una volta scappato, si accorge di quanto sia bello vivere una vita ordinaria, quotidiana e familiare. Questi sono sostanzialmente i punti cardine di una pellicola che non convince del tutto e che soffre l’incombente pressione di un libro che attraverso le parole è in grado di raccontare le emozioni di un uomo, il suo comportamento e il suo stato d’animo. Naturalmente su pellicola la resa è, necessariamente, differente e le parole vengono sostituite dalle immagini e da un’interpretazione attoriale di Riccardo Scamarcio non sempre al massimo dell’espressività. Le parole fuori campo aiutano a comprendere il disagio di un personaggio che scopre di voler qualcosa di più, di voler imboccare una strada diversa, un percorso lastricato di consapevolezza e affetto, ma non bastano perché Mordini costruisce una pellicola che fa del silenzio, degli spazi angusti e non sempre accomodanti dei veri e propri strumenti di comprensione. Tuttavia questi elementi, accompagnati da una fotografia sempre più nera, che tende a inglobare tutto sotto una spessa coltre di oscurità, non si dimostrano esaustivi e soccombono sotto il peso della ricerca autoriale del regista Mordini. Difatti la storia del camorrista ingenuo, che scappa da Liegi per rifugiarsi a Calais, diviene un esercizio di stile, nel quale la rabbia e la confusione non paiono sentimenti adeguatamente sfruttati e posti come legenda dello sguardo di Scamarcio (sempre più rabbuiato in volto), unico protagonista di un dramma che si consuma in una periferia belga, terra di conquista per la camorra napoletana.

Tragico film sulla consapevolezza di chi si è e di cosa si vuol fare da “grande”, Pericle il nero è un prodotto che possiede l’autorialità sufficiente per farsi apprezzare, ma anche disdegnare dal pubblico. È la rivincita dei folli nei confronti dei padroni, dei padri, delle sorelle e delle madri e tutto ciò avviene in un clima ovattato, surreale e privo di punti di riferimento. Una pellicola che non lascia indifferenti perché esibisce come protagonista un personaggio che viene definito un fragile reietto, uno che, una volta nato, causa solamente guai.

Uscita al cinema: 12 maggio 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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