Where To Invade Next di Michael Moore: la recensione

where-to-invade-next-posterL’invasione posticcia di Michael Moore

Documentario che non possiede la famosa carica irriverente del suo creatore, Where To Invade Next è retorico e accecato dai tanti, troppi, pregiudizi pro Europa, che finisce per essere delineata come la terra promessa.

Gli stereotipi fioccano nel nuovo film di Michael Moore che, dopo aver messo alla berlina la sanità statunitense, l’uso delle armi, la reazione all’11 settembre e il fallimento del capitalismo, decide di uscire dal proprio paese per “invadere” diversi stati dell’Europa, laddove idee di sicuro impatto hanno reso lo stato, in cui sono state attuate, un posto migliore. E allora ecco che Moore giunge in Italia e ne loda i contratti lavorativi (ferie, orari d’impiego), atterra in Francia e si innamora delle eccellenti mense statali, si sposta in Slovenia e comincia a conoscere l’università gratuita e così via. Purtroppo è indubbio il fatto che Moore metta in luce solamente i successi di ogni stato, non menzionando gli enormi problemi che gravano sull’intera Europa. Lo stesso regista, conscio delle critiche, le anticipa e si tutela dichiarando che il suo intento è quello di “cogliere” i fiori, non di estirpare erbacce; fuor di metafora significa che ciò che vuole “esportare” negli Stati Uniti sono i concetti maggiormente progressisti e benefici di ogni Nazione.

Purtroppo circondandosi di retorica anti-americana e di idee difficilmente esportabili in contesti differenti (come per esempio la rieducazione carceraria in Norvegia e la depenalizzazione delle droghe in Portogallo), Where To Invade Next si dimostra un documentario parziale e poco fedele. Difatti pare che l’interesse di Moore sia quello di screditare gli Stati Uniti con prove abbastanza “inquinate”, manipolate ad hoc. E a causa di ciò è la credibilità dell’intera operazione a crollare come un castello di carta, laddove la manipolazione posticcia si vede a occhio nudo. Ciò nonostante non si può non rimanere colpiti di come culture diverse approccino i problemi di dominio pubblico con misure straordinarie o impensabili.

Where To Invade Next è, probabilmente, il prodotto meno riuscito di Michael Moore, un regista interessato a portare sullo schermo il suo punto di vista, uno sguardo (anche ironico) spesso in contrapposizione con i poteri forti. Where To Invade Next si dimostra un vano strumento di ribellione, che rivendica le benevole idee europee, rinvangando il classico american dream, una disillusione in un mare magnum di opportunità.

Uscita al cinema: 9 maggio 2016

Voto: **

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