Il libro della giungla di Jon Favreau: la recensione

il-libro-della-giungla-poster-2Accostarsi all’animazione ed elevare il prodotto

Continuano i rifacimenti in chiave live action dei classici Disney e stavolta tocca a Il libro della giungla, tratto dal famoso romanzo di Kipling. Un remake che mantiene lo spirito avventuroso e gli insegnamenti morali dell’originale, sapendo intrattenere e divertire.

Mowgli è un cucciolo d’uomo trovato nella giungla da Baghera e cresciuto da un branco di lupi, capitanato da Akela. Tuttavia la tigre Shere Kan, che ha un conto in sospeso con gli uomini, vuole ucciderlo. L’unica via d’uscita per Mowgli è lasciare la giungla per raggiungere il villaggio degli uomini.

Il pubblico non deve preoccuparsi perché la versione live action firmata Jon Favreau non ha nulla da invidiare alla versione animata e ne possiede tutte le caratteristiche utili per la comprensione del prodotto. Difatti diversamente da Cenerentola di Kenneth Branagh (una rilettura quasi shakespeariana della favola), Il libro della giungla ricalca la medesima vicenda e mette in mostra tutti quegli insegnamenti morali che, nonostante il passare gli anni, sono sempre attuali e condivisibili. Facilmente elencabili (l’accettazione del diverso, il riconoscimento delle sue qualità, l’unione come elemento di forza, la saggezza degli adulti, l’importanza della famiglia e il sacrificio degli amici), gli insegnamenti  balzano fuori dallo schermo e divengono utili strumenti di riflessione.

Essendo un rifacimento live pressoché identico all’originale animato, allora sovviene una domanda: perché riproporlo in questa chiave? La domanda si potrebbe estendere a tutti i progetti che, pare, affolleranno nei prossimi anni le sale cinematografiche, ma è d’obbligo cercare di rispondere. L’obiettivo primario è quello di racimolare soldi al botteghino, ma non ci si può accontentare di una risposta così venale. E allora ecco che la risposta può trovarsi all’interno di un circuito cinematografico in cui i classici animati non trovano più spazio (e Frozen è l’eccezione che conferma la regola) e nel quale per poter abbracciare il più vasto pubblico possibile si sceglie di costruire pellicole nelle quali l’accuratezza stilistica e la brillantezza della computer grafica divengono strumenti di attrazione. Difatti Il libro della giungla ostenta una definizione dell’immagine che va oltre i semplici effetti speciali, una fotografia brillante che fa risaltare i colori della savana per far vivere un’esperienza straniante. Lo stesso era stato fatto con i costumi di Cenerentola, che facevano luccicare gli occhi di qualsiasi ragazzina.

Accompagnato dall’immancabile motivetto di Balù e dall’ingombrante presenza di Re Luigi, Il libro della giungla si dimostra in grado di catapultare ognuno di noi all’interno di un’avventura contraddistinta da tappe significative, utili per costruire una consapevolezza e comprendere chi siamo realmente.

Uscita al cinema: 14 aprile 2016

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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