Hardcore! di Ilya Naishnuller: la recensione

hardcore_poster_itaL’attrazione cinematografica di Naishnuller è un giocattolo destinato a rompersi

Primo film d’azione interamente in soggettiva, che si prefigge l’obiettivo di ridefinire i confini del genere, Hardcore! finisce per porsi al livello di un videogioco in tempo reale, nel quale a ogni cambio di scenario il protagonista entra in possesso di nuove armi, deve pensare in fretta e reagire di conseguenza. Quindi l’innovazione dov’è?

Henry si sveglia mutilato senza ricordare nulla. Si rende conto immediatamente di essere un cyborg, ricostruito dalla moglie scienziata dopo essere stato massacrato dallo psicolabile Akan. È così che inizia una fuga interminabile.

Diretto da Ilya Naishuller e prodotto dal regista del recente Unfriended Timur Bekmambetov, Hardcore! è un frenetico centrifugato d’azione interamente realizzato in soggettiva, ma che obiettivamente non aggiunge nulla di nuovo al panorama cinematografico. L’intento è quello di far immergere in modo unico lo spettatore all’interno della vicenda, utilizzando anche uno stratagemma, ovvero rendere muto il protagonista. Il tutto incuriosisce e appare, di primo acchito, interessante; tuttavia si ha la costante impressione di venir catapultati all’interno di un dettagliatissimo videogioco dalle finalità futili e dallo humour, a tratti, invitante.

Contraddistinto da un montaggio frenetico e da una colonna sonora che diviene commento ironico alle sequenze, Hardcore! non si ferma nemmeno per un secondo, ma quest’ultimo aspetto non pare un elemento positivo. Difatti il film accatasta inseguimenti, violenza (il sangue scorre a fiotti) e capitomboli, che creano nello spettatore più che altro confusione. L’iniziale attrattiva si perde progressivamente e solamente il ruolo impersonato da Sharlto Copley (una sorta di angelo custode, che muore e si ripresenta costantemente) permette alla pellicola di sorreggersi fino alla conclusione.

L’ambizione e la presunzione di Ilya Naishuller nel realizzare un prodotto che vorrebbe (ma non ci riesce) ridefinire i confini del genere action è fine a se stessa, è un gioco a perdere. Hardcore! fonde mezzo e stile, si prefigge l’obiettivo di porsi come elemento di rottura, come mina vagante all’interno del panorama cinematografico, tuttavia la delusione si allarga a macchia d’olio. Le critiche che vengono mosse a Hardcore! non sono portatrici di un conservatorismo esasperato, piuttosto fanno leva su un’aspettativa mancata, su un sensazionalismo futile e privo di motivazione. La ripresa in soggettiva può essere una nuova frontiera dell’azione, ma così si perde il senso ultimo di un film: raccontare una storia. Naishuller permette di vivere un’esperienza al pari di un viaggio sulle montagne russe in un qualsiasi parco giochi e non mette a servizio dello spettatore qualcosa su cui dibattere, con cui raffrontarsi, personaggi con cui empatizzare. Diversamente Hardcore! è un’esperimento visivo, un’attrazione che però possiede un pregio, insito nelle sue confusionarie sequenze: creare una discussione. Basterà?

Uscita al cinema: 13 aprile 2016

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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