Ustica di Renzo Martinelli: la recensione

53123Il pessimo film dedicato ai fatti di Ustica

Renzo Martinelli torna al cinema e continua nel suo processo di revisionismo storico, privo di prove inconfutabili e pregno di complottismo. Ustica contiene la verità del regista ed esibisce una narrazione diversamente trascinante e una recitazione enfatica e insufficiente.

7 Giugno 1980. Un DC9 della compagnia Itavia scompare dai radar e si inabissa nel Mediterraneo. Le vittime sono 81 e tra di esse c’è la figlia della giornalista Roberta Bellodi. Nel mentre il deputato Corrado di Acquaformosa, nominato nella commissione parlamentare, decide di non accettare le tesi che spiegherebbero il disastro aereo.

La strage di Ustica torna sul grande schermo (25 anni dopo Il muro di gomma di Marco Risi) e non convince assolutamente. Difatti il regista Martinelli, colui che ha sempre avuto grandi budget  e mediocri risultati, realizza un prodotto che lascia parecchio a desiderare perché si vede a occhio nudo una messinscena raffazzonata e una sceneggiatura in cui tutto viene spiegato e nulla viene lasciato all’interpretazione dello spettatore. Ustica si trascina stancamente per 104 minuti, nei quali il complotto e l’insabbiamento regnano sovrani, la figura del politico ne esce infangata e l’ “imperturbabile” verità viene a galla.

Qual’è il maggior difetto della pellicola di Renzo Martinelli? Sicuramente si ha a che fare con l’insistenza su una verità considerata assoluta, laddove nessun dubbio o perplessità sembra riuscire ad intaccarla; una convinzione che si sposa malamente con il cinema d’inchiesta che normalmente, se non esistono condanne o fatti, lascia una porta aperta. Martinelli ha il coraggio per portare avanti la sua battaglia, ma non i mezzi per renderla efficace e coinvolgente; o perlomeno, pur possedendo i mezzi (il budget come al solito è inspiegabilmente altissimo), il regista non li sa utilizzare. La recitazione (soprattutto di Caterina Murino) è pessima, la vicenda, che si fa spazio tra svelamenti e insabbiamenti, è contraddistinta da un pathos risibile, i combattimenti in volo sono rudimentali e scolastici (sembra un videogioco dei primi anni del Duemila) e il doppiaggio, fuori sincrono, è la ciliegina sulla torta; tutti questi sono elementi che fanno sprofondare Ustica in un profondo dimenticatoio, da cui difficilmente uscirà. Difatti la “verità” di Martinelli stona con la maggior parte delle ipotesi che negli anni hanno fatto capolino durante i processi e quindi difficilmente troverà spazio su emittenti televisive statali.

Ustica è fermo nelle sue convinzioni, non provoca scandalo e neppure una discussione; rimane una pellicola nella quale viene esclusivamente propugnata un’ipotesi, mentre i difetti sono più evidenti di una qualsiasi finalità cinematografica. Martinelli, il paladino dei complotti revisionisti, nemmeno stavolta riesce a convincere col suo operato, che spesso ha fatto inorridire la critica e diviso il pubblico.

Uscita al cinema: 31 marzo 2016

Voto: *

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