Un bacio di Ivan Cotroneo: la recensione

un-bacio-poster-ufficialeTre amici e la brutale adolescenza

Pellicola che tratta del difficile periodo adolescenziale, Un bacio si pone l’obiettivo di parlare a un vasto pubblico, sottolineando gli ambienti familiari e sociali dei tre protagonisti e il loro rapportarsi alla vita.

Lorenzo giunge a Udine perché adottato da una famiglia, dopo una precedente esperienza negativa; è gay ed è immediatamente etichettato come il “frocio”. Blu, invece, è semplicemente la “troia”, scrive delle lettere a se stessa più grande ed è fidanzata con un ragazzo universitario. Antonio è un campione a basket, ma è riservato e silenzioso; lui è lo “stupido” della scuola. Tutti e tre frequentano la III A del Liceo Newton e vengono emarginati dal resto della scuola.

Vari sono gli aspetti che convincono in Un bacio, la terza regia cinematografica di Ivan Cotroneo. Altrettanti sono quegli aspetti che, invece, finiscono per influire negativamente sulla pellicola. Difatti la pellicola adolescenziale, che si pone l’obiettivo di parlare in modo schietto e senza filtri della generazione di oggi, incappa in qualche fragile delineazione caratteriale, che scade nello stereotipo finalizzato maggiormente a rendere empatica l’intera operazione. E non è un caso che i caratteri posti davanti alla macchina da presa siano la rappresentazione del “luogo comune” adolescenziale: Blu è l’annoiata e depressa figlia di un imprenditore, Lorenzo è un ragazzo omosessuale, preso di mira da chiunque (con l’“aggravante” di essere stato adottato da pochi mesi), mentre Antonio è lo schivo e introverso giovane, che viene etichettato come l’idiota della scuola. Un bacio mette in primo piano tre stereotipi, che hanno l’unico compito di diventare strumento empatico per l’intero pubblico.

Pellicola che si pone a metà strada tra il cinema e la televisione, Un bacio, nonostante gli scivoloni narrativi idealizzati da una serie di coreografie, che distorcono la realtà dell’omosessuale Lorenzo, è cinema che si fa apprezzare per l’idea, che colpevolizza la perfidia dei coetanei (il bullismo da social non ha sesso), ma non disdegna di puntare il dito in direzione degli adulti. Infatti Cotroneo ha l’interesse, e l’obbligo morale, di mettere alla berlina anche i genitori e quegli adulti che ruotano attorno alle esistenze (complicate e tormentate) degli adolescenti di oggi.

Vagamente ispirato a Jules e Jim di François Truffaut, Un bacio è un prodotto che fa sorridere e che fa profondamente riflettere. Difatti l’ironia di cui è permeato fa duramente a cazzotti con la tragicità dei gesti e delle situazioni. Un film che, per come è narrativamente costruito, accontenta appieno il pubblico seduto in sala, che si sente a proprio agio con un prodotto che è, contemporaneamente, accomodante e scomodo.

Uscita al cinema: 31 marzo 2016

Voto: ***

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