Il condominio dei cuori infranti di Samuel Benchetrit: la recensione

locandina-e1458728658278La surrealità quotidiana del grigiore metropolitano

Piacevole sorpresa del panorama cinematografico, Il condominio dei cuori infranti è una commedia ironica e malinconica, raffinata e ingenua, che ostenta tre storie di “cadute” (dallo spazio o da un piedistallo poco importa), che trasudano realismo e umanità.

In un immobile grigio della banlieue parigina trovano riparo tre storie: quella del signor Sternkowtiz (uomo di mezz’età paralizzato dopo cento chilometri di cyclette) con l’infermiera notturna, quella dell’astronauta atterrato per sbaglio sul tetto del condominio e accolto dalla signora Hamida e quella tra l’adolescente annoiato Charly e l’attrice frustata Jeanne.

Pellicola intimista, teatrale e minimalista, Il condominio dei cuori infranti possiede tutte le necessarie caratteristiche per essere ricordato come una pellicola dotata di brillantezza cinematografica. Contraddistinto da un formato inusuale (I:I. 33) e da una colonna sonora non invasiva, il prodotto diretto da Samuel Benchetrit (presentato nella selezione ufficiale dell’ultimo Festival di Cannes) è intriso di umanità lieve e sussurrata. La scelta di ambientare le tre storie all’interno di una banlieue non violenta, ma intrisa di spirito di accoglienza, è decisiva per poter dialogare con il pubblico in modo ammaliante.

Semplici e illuminanti, le tre vicende rappresentate sono lo specchio di un’umanità spesso sopita sotto l’asfalto cittadino, sul quale i protagonisti su muovono in situazioni surreali e ironiche allo stesso tempo. C’è l’attrice depressa, il giovane annoiato, l’ingenua infermiera notturna, l’aspirante fotografo che cerca disperatamente l’amore, l’astronauta disperso e la signora ospitale: sei personaggi in cerca di un motivo per “rialzarsi” e andare avanti.

Il condominio dei cuori infranti fa ridere in modo amaro, fa sorridere e riflettere sulla semplice e leggera ricerca di umanità. Benchetrit costruisce dei dialoghi minimalisti e asciutti, ma estremamente significativi, che costruiscono una sorta di società di mutuo-aiuto, nella quale il personaggio più maturo è il giovane, contraddistinto da un’ironia tagliente e nessun modello a cui ispirarsi.

Prodotto nel quale lo stile registico sfrutta lunghi piani sequenza e silenziosi primi piani, Il condominio dei cuori infranti è una commedia malinconica ammaliante e positiva. Una bella scoperta, che trasforma in poesia la banale quotidianità.

Uscita al cinema: 24 marzo 2016

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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