Un paese quasi perfetto di Massimo Gaudioso: la recensione

UnPaeseQuasiPerfetto_posterPer lavorare basta un dottore

Seconda prova registica di Massimo Gaudioso (lo sceneggiatore di Garrone e di Benvenuti al Sud, solo per citare alcuni dei suoi lavori), Un paese quasi perfetto è il remake di un prodotto canadese. La scelta di pescare da produzioni non originali non convince, tuttavia il film si attesta a opera sincera, con qualche difetto e qualche pregio.

Nel paese di Pietramezzana è da anni che, a causa della chiusura della miniera, non si lavora. Una grande società vorrebbe aprire una filiale nel piccolo comune, ma richiede due requisiti: 250 abitanti e un medico residente.

L’errore più comune è accostare Un paese quasi perfetto al celebrato e ironico Benvenuti al Sud; difatti l’ambientazione, la struttura narrativa e il recupero della piccola provincia italiana sono elementi ricorrenti nell’uno e nell’altro film. Tuttavia il film di Gaudioso possiede delle differenze, che faticano a tradursi in risata, ma che fanno riflettere maggiormente. Il diritto al lavoro, l’amore per la propria terra e il senso di colpa per avere mentito a più riprese sono strumenti funzionali alla narrazione, che prosegue fluidamente, tra qualche gag stiracchiata e un gruppo di caratteristi (Nando Paone e Carlo Buccirosso su tutti), che si mette pienamente a disposizione per la riuscita della pellicola.

Esibendo una cittadinanza di bugiardi e fannulloni, che si lamentano e che non vogliono abbandonare la propria terra, ma che non disdegnano il mensile assegno di disoccupazione, Un paese quasi perfetto è un’opera sincera che non si fa disdegnare. Non essendo un capolavoro di scrittura, ma essenzialmente una commedia brillante incatenata a un modello prestabilito, la pellicola diretta da Gaudioso mostra il fianco a diverse semplificazioni e a un’intelaiatura narrativa priva di qualche passaggio fondamentale.

Contraddistinto da un cast interessante, nel quale Fabio Volo (perfettamente in parte) è il tronfio e borioso dottore facilmente ingannabile, Un paese quasi perfetto pone in prima fila l’esuberanza di Silvio Orlando e il mestiere di Carlo Buccirosso, due attori che si dimostrano in grado di saper padroneggiare la misura recitativa. Insomma un film godibile, caratterizzato da una tematica interessante (quella del lavoro nei piccoli borghi) affrontata con garbo e sincerità.

Uscita al cinema: 24 marzo 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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