Heidi di Alain Gsponer: la recensione

heidi-trailer-italiano-foto-e-poster-del-film-live-action-1Un classico immortalato sulle Alpi svizzere

Heidi, la ragazzina con il sorriso e l’entusiasmo contagioso, torna al cinema in una versione classica, che pesca a piene mani dai romanzi di Johanna Spyri. Un prodotto innocuo, che però scivola fluidamente senza annoiare eccessivamente.

La piccola Heidi, rimasta orfana, è stata cresciuta dalla zia Dete, fino a quando quest’ultima trova lavoro a Francoforte e decide di lasciarla al nonno, uno scorbutico contadino sulla cima della montagna. Nonostante un iniziale rifiuto, il nonno si affeziona a Heidi, ma la zia Dete va a riprendere Heidi per portarla nella città tedesca, luogo dove farà compagnia alla giovane Klara.

Diretto da Alain Gsponer, Heidi è un film di cui non si può parlar male; difatti la co-produzione svizzero-tedesca si pone l’obiettivo di immortalare la natura incontaminata delle Alpi e la nostalgia fanciullesca che per quelle montagne nutre una bambina di nove anni. Il risultato è un prodotto che, nonostante la lunghezza, si dimostra in grado di tenere alta l’attenzione e di mettere in luce i valori di una bambina che sorride alle avversità e che sa contagiare con il suo entusiasmo.

Alternando le meravigliose vedute alpine e la metropolitana Francoforte, Heidi non ha nessun orpello fuori posto e anche i personaggi, che gli italiani hanno imparato a conoscere grazie alla serie animata prodotta negli anni ’70 dal maestro Miyazaki, sono riconoscibili e portatori d’empatia. E allora ecco che fanno la loro apparizione il burbero e misantropo nonno Almohi (impersonato dal leggendario Bruno Ganz), l’aristocratica sulla sedia a rotelle Klara, il bonariamente stupido Peter e la rigidissima signorina Rottenmeier. A orchestrare il tutto è Heidi, che ammorbidisce qualsiasi carattere ed è in grado di portare in sala un alone di simpatica allegria.

Insomma Heidi è un film che è conscio delle proprie potenzialità, di cui fa buon uso, senza deragliare in direzione di una narrazione anticonvenzionale, che avrebbe disturbato maggiormente. Gsponer mette in piedi una pellicola innocua e portatrice di nostalgico affetto per i luoghi e le persone; un prodotto pulito, che tiene compagnia e che esibisce tutta la bontà d’animo possibile derivante da un comportamento privo di pregiudizi e preconcetti.

Uscita al cinema: 24 marzo 2016

Voto: ***

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