Batman v Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder: la recensione

BMvsSM_Standoff_27x40_1Sheet_VER2_ITALIAPuò un mantello rosso proteggere i cittadini del mondo?

Pellicola utile per compattare, nel prossimo film, la Justice League, Batman v Superman: Dawn of Justice possiede dei buoni spunti, ma anche degli evidenti difetti. Zack Snyder mette in piedi un “fumettone” pseudo-mistico, nel quale il divino ha dei dubbi, mentre l’uomo vuole combatterlo.

Nonostante abbia salvato Metropolis dalla distruzione, nel convulso combattimento con Zod, Superman ha causato ingenti perdite tra gli innocenti. Batman si accorge di ciò e cerca in tutti i modi di porvi rimedio. Nel mentre si staglia all’orizzonte il personaggio di Lex Luthor, un scienziato con manie di onnipotenza.

Prodotto con protagonisti i due personaggi maggiormente iconici dell’universo Dc, Batman v Superman: Dawn of Justice è l’opera di mezzo che, normalmente, al pubblico non piace. Un episodio transitorio che permette allo spettatore di imparare a conoscere il villain di turno (un luciferino Lex Luthor, che però assomiglia eccessivamente al Joker), le potenzialità di Batman e le grandi responsabilità di Superman. Ed è proprio su quest’ultimo che è stato fatto il lavoro più lodevole; difatti se in L’uomo d’acciaio si cercava la profondità di un carattere che, in realtà, è storicamente superficiale, in Batman v Superman: Dawn of Justice viene effettuato un passo indietro in direzione di quella bidimensionalità caratteriale, che meglio si confà all’alieno indistruttibile giunto da Krypton. Per il resto la pellicola diretta da Snyder è un concentrato di effetti speciali e di divagazioni pseudo-filosofiche, che si interrogano sul ruolo di Superman: salvatore o minaccia? Il dilemma, che attanaglia anche l’interessato, si dispiega durante la lunga durata (150 minuti che potevano essere decisamente meno) e viene intervallato dalle convinzioni di Batman e da qualche momento di vero romanticismo tra Lois e Clark.

Film dagli interessanti interrogativi, che si perdono troppo presto per strada, Batman v Superman: Dawn of Justice è classicamente fracassone, rade al suolo città e pone al centro di tutto un demiurgo pericoloso. Inoltre sottolinea l’inevitabile contrasto tra la luminosità di Metropolis (città vagamente minacciata perché non ancora specchio della devastazione del mondo) e Gotham City, nella quale regna sovrana l’oscurità e il malaffare. Due metafore, due specchi che riflettono situazioni diverse di un unico universo.

Battendo il chiodo sul pauroso tema della diversità (minaccia o speranza?) e della scelta di porre eccessivo potere nelle mani di uomo solo (abuso o dovere?), Batman v Superman: Dawn of Justice non è disprezzabile, nonostante la scelta di affiancare al mimetico Hanry Cavill un Ben Affleck che, nei panni di Batman, tende a fare la voce grossa senza mai farsi sentire. Snyder trova, probabilmente, la chiave giusta per accattivare il pubblico: un’estetica pulsante e una vicenda che getta più di un’ombra sul ruolo del supereroe. Seppur esibisca una trama inizialmente confusionaria e spezzettata, la pellicola nella seconda parte appare un degno intrattenimento, che non perde l’occasione per lasciarsi andare a qualche riflessione.

Uscita al cinema: 23 marzo 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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