Risorto di Kevin Reynolds: la recensione

53038E se la resurrezione di Gesù fosse una spy-story?

Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Angela Hurt, Risorto è un film che possiede due anime (la prima “moderna” e la seconda mistica) e si attesta come prodotto di recupero storico non riuscito.

Clavio è un tribuno destinato a mantenere l’ordine a Gerusalemme. Un giorno Ponzio Pilato gli comunica che ha da poco giustiziato un nazareno, che dichiarava di essere il Messia. Giunto sul luogo della crocifissione, Clavio accetta che il cadavere del nazareno venga prelevato dalla croce e tumulato nel sepolcro. Ma i sacerdoti del Sinedrio chiedono ulteriori garanzie da parte dell’Impero Romano in quanto Gesù ha dichiarato che sarebbe risorto dopo tre giorni. Di conseguenza Clavio pone all’entrata del sepolcro due guardie che però, durante la notte, si ubriacano pesantemente. Il mattino dopo il corpo di Gesù è scomparso e Clavio deve trovarlo il prima possibile.

Risorto narra le gesta del tribuno Clavio prima, durante e dopo la resurrezione di Gesù. Non ha l’interesse e nemmeno la presunzione di confutare tale avvenimento, ma ciò che maggiormente fa storcere il naso è l’approccio da poliziesco storico, che si nota nella prima parte della pellicola. Difatti Clavio è incaricato di indagare sulla trafugazione del cadavere del Messia, incentivato dalle paure di Ponzio Pilato e dalla preoccupazione dei sacerdoti del Sinedrio. Ed è così che si susseguono interrogatori, dissotterramenti di cadaveri e informazioni comprate a caro prezzo, perché la presunta resurrezione è una minaccia per l’ordine e per Roma. Il risultato? Un buddy movie (“poliziotto” inesperto e “poliziotto” meticoloso), che possiede poca attinenza con il contesto e la vicenda.

Contraddistinto da un andamento lento, nel quale Clavio comincia a nutrire più di un dubbio, Risorto è un film deludente e malamente costruito, che pone come protagonista un uomo stanco di combattere e che cerca un po’ di pace o, più semplicemente, un giorno senza morte. Kevin Reynolds mette in scena una scenografia epica d’altri tempi, senza mai perdere di vista la figura di Gesù come salvatore e portatore di amore incondizionato. Tuttavia le forzature narrative e il misticismo esasperato travolgono il film e lo rendono un flebile racconto di fantasia.

Barcollando tra ambizioni politiche, scoperta della Fede e costruzione dei Vangeli, Risorto cerca disperatamente di abbracciare il più vasto pubblico possibile, ma finisce per farsi detestare a causa degli inciampi nel kitsch mistico e di una resa visiva al di sotto delle aspettative. Eliminato tutto ciò, rimane la presunzione di raccontare ciò che nella Bibbia non è presente: un esperimento ardito, che però non ha alla base un progetto solido e convincente.

Uscita al cinema: 17 marzo 2016

Voto: *1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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