Regali da uno sconosciuto di Joel Edgerton: la recensione

52593L’inquietudine giunge dal passato

Joel Edgerton debutta alla regia e confeziona un thriller inquietante, che prende spunto da Cape Fear di Martin Scorsese e che viene arduamente accostato (dai trailer) allo stile di Hitchcock. I paragoni sono esagerati, eppure Regali da uno sconosciuto ha i suoi pregi, dovuti a una regia oculata e accattivante.

Simon e Robyn si trasferiscono da Chicago in una nuova e bellissima casa. In un centro commerciale incontrano Gordon, un ex compagno di scuola di Simon. La coppia lo invita a cena, ma il comportamento di Gordon è bizzarro: poco dopo infatti comincia a lasciare dei regali davanti alla loro casa, spaventando sempre di più Robyn.

Edgerton mantiene il mistero in sospeso quasi fino alla fine e il tutto è corroborato da un passato che riappare e si fa opprimente. Un pregio non da poco, perché lo spettatore va coinvolto e accattivato con spunti d’interesse, intuizioni e macabro voyeurismo. Certamente non tutto è oliato alla perfezione, difatti Regali da uno sconosciuto appartiene a quella categoria di genere che ha bisogno di continui stimoli per ingolosire in modo inquietante.

Pellicola che specula sulla voce di corridoio, un germe che si insinua nella mente, che difficilmente l’abbandona e che può rovinare un’esistenza, Regali da uno sconosciuto è un prodotto ben costruito, che irrompe nella quiete familiare e che fa riaffiorare i fantasmi del passato, questi ultimi fatti riapparire con il contagocce, in modo da far crescere esponenzialmente il dubbio. E il fatto che la scelta del protagonista ricada su Jason Bateman, attore dal viso simpatico e ingenuo, è decisamente un fattore che conferisce alla pellicola un ulteriore dato di pregio. Perché la psicologia del personaggio interpretato da Bateman è ben costruita e fa oscillare la convinzione dello spettatore, che arriva a provare una serie di emozioni contrastanti. Diversamente Edgerton sceglie sé stesso per impersonare l’inquieto Gordon, l’altra faccia della medaglia, che perde, progressivamente, la ragione e la misura. Insomma Regali da uno sconosciuto ostenta un triangolo nel quale i due estremi si fanno alternativamente detestare, mentre l’apice risulta essere l’unico personaggio positivo (Robyn, la moglie di Simon), in balia degli eventi e dell’ansia galoppante.

Nonostante qualche trovata dozzinale (figlia del genere horror) e qualche indizio eccessivamente rivelatore, che si palesa soprattutto nella parte centrale, Regali da uno sconosciuto è un film lodevole che, nel momento in cui non si occupa dell’irrisolto passato tra Simon e Gordon, mette in luce anche l’ambizione sfrenata di voler raggiungere il successo a tutti i costi, anche calpestando qualcuno. Ma questa tematica è collaterale e trova poco spazio nel thriller diretto da Edgerton, che dimostra di saper padroneggiare macchina da presa e tensione.

Uscita al cinema: 3 marzo 2016

Voto: ***

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