Single ma non troppo di Christian Ditter: la recensione

Single-ma-non-troppoScoprirsi felicemente single

Commedia assolutamente innocua, ispirata al romanzo omonimo scritto da Liz Tuccillo, Single ma non troppo è un film decisamente dimenticabile e poco degno di nota. Un prodotto che tenta di raccontare delle personalità sole all’interno di una grande metropoli come New York.

Alice fa coppia fissa con Josh da quattro anni, ma sente il bisogno di prendersi una pausa per essere sicura del loro rapporto. Così giunge a New York, dove trova lavoro presso uno studio di avvocati e dove incontra Meg, una single indefessa che le fa comprendere la bellezza dell’essere sole. Intanto Lucy, mentre scrocca il wi-fi del bar sotto casa, incontra Tom, proprietario dell’esercizio e inguaribile latin lover.

Colei che ha scritto La verità è che non gli piaci abbastanza ed è stata una delle autrici di Sex and the City ha ispirato la regia di Christian Ditter, che ha partorito, con estrema difficoltà, Single ma non troppo. Ciò che ci si potrebbe aspettare da un film del genere lo mette in evidenza il trailer (volgarità e femminismo costellano il percorso necessario per rimorchiare e farsi rimorchiare), ma ciò che la pubblicità dimentica di mostrare sono le sequenze stucchevoli e banali, che infondono al prodotto un sentimento di saltuaria noia. Infatti il film diretto da Ditter non è solamente feste, ritmo e divertimento, ma si rifornisce di vagonate di sequenze riempitive, necessarie per poter aggiungere corposità alla sceneggiatura che, diversamente, avrebbe sofferto di un maggior numero di momenti di stanca.

In fin dei conti Single ma non troppo è una commedia sentimentale che esibisce cinque tipologie di donne single a New York. C’è la frontrunner Alice, interpretata da Dakota Johnson, colei che accompagna lo spettatore e che percorre un ideale viaggio dallo status di single “per scelta” a quello di disperata e infine di consapevole; attorno a lei ruotano la prorompente Robin (vis comica della vicenda), Meg, la sorella di Alice, colpita da un forte desiderio di maternità, e Lucy, una ragazza che utilizza un algoritmo per trovare l’anima gemella. Queste storie s’intrecciano e passano tutte attraverso il lascivo bar di Tom, uno dei due protagonisti maschili, un latin lover che non ha paura di essere se stesso e che subirà un’inevitabile mutazione.

Single ma non troppo cavalca il femminismo e predilige l’individualismo per alcune e la monogamia per altre, ma annoia per la maggior parte del tempo. Passando da un elenco di regole per riprendersi da una sbornia e il numero limite di drink prima di finire a letto con un amico, il film di Ditter si nasconde dietro una superficiale irriverenza per poi svelarsi e rivelarsi una commedia di genere come tante altre.

Uscita al cinema: 11 febbraio 2016

Voto: **

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