Remember di Atom Egoyan: la recensione

remember-poster-italianoUn ricordo indelebile. O forse no?

Atom Egoyan tratta la materia del ricordo come un percorso a tappe, nel quale un anziano affetto da demenza senile si aggrappa al desiderio di vendetta. Remember è una pellicola spiazzante, che prosegue lineare e accatasta brutalità e privazione. Per poi far rivalutare l’intero percorso, fare i conti con la Storia e coesistere con il dolore.

Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una casa di riposo con Max, con cui ha condiviso l’orrore di Auschwitz. Max, costretto su una sedia a rotelle, chiede all’amico di vendicare le rispettive famiglie uccidendo il nazista responsabile, giunto negli Stati Uniti settant’anni prima sotto falso nome. Confuso dalla demenza, Zev si ridesta ogni volta leggendo la lettera di Max, che gli illustra tutti i passaggi fondamentali dell’operazione. Sono quattro le identità da verificare, disseminate tra Canada e Stati Uniti.

Interessante prodotto on the road, che cancella idealmente la lavagna del ricordo ogni volta che il protagonista si desta dal sonno, Remember è spiazzante e brutale. La narrazione a incastro, labirintica e giostrata magistralmente da un gigantesco Christopher Plummer è l’elemento chiave per raccontare un dolore che affonda le proprie radici nella Storia e nella brutalità dell’uomo. Egoyan sotto questo punto di vista mette in scena un dramma brillante, che accattiva il pubblico e si fa ideale strumento di comprensione per una tragedia umana, che commuove e fa riflettere.

Contraddistinto da diverse scelte registiche che opprimono e inquietano e da altre che conferiscono la stessa confusione mentale del protagonista, Remember svela e cela, cancella il ricordo ma fa rivivere il dolore. E si fa profondamente empatico perché la sensazione di smarrimento che prova Zev si incanala molto bene attraverso le sequenze e giunge direttamente allo spettatore in sala, invaso dal sentimento di pietà e di ansia per la riuscita dell’intera operazione.

Tuttavia Egoyan vuole necessariamente spiazzare, sconvolgere o solamente lasciare basiti e pensierosi? Perché alla fine della visione i sentimenti sopracitati scompaiono in un batter d’occhio, il ricordo si fa più vivo e il dolore rimane immutato. Un film che rischia di divenire inconcludente, ma che in realtà è definitivo e straziante.

Uscita al cinema: 4 febbraio 2016

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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