Una volta nella vita di Marie-Castille Mention-Schaar: la recensione

53091L’ottimismo in una classe multietnica

Pellicola che mostra come dovrebbe essere la scuola, ovvero un luogo dove imparare e trasmettere il sapere, Una volta nella vita è invitante e lineare nella sua costruzione. Un prodotto semplice che ricalca, seppur in modo notevolmente più lieve, La classe di Laurent Cantet. Tuttavia, se nel film del 2008 veniva evidenziato il dramma, in Una volta nella vita risiede l’ottimismo e la speranza.

Nella banlieu parigina c’è un numero impressionante di etnie diverse. Nel liceo Leon Blum c’è una classe, litigiosa e indisciplinata, che crea molti problemi ai docenti e al preside. L’unica professoressa a saperli prendere è Anne Gueguen e, contro il parere di tutti, decide di far partecipare i ragazzi al concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione, indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Tratto da una storia vera (raccontata da Ahmed Dramè alla regista Marie-Castille Mention-Schaar), Una volta nella vita è didattico e didascalico. Un prodotto caratterizzato da una forte carica impegnata e memoriale (la Shoah utilizzata come ricordo e veicolo d’insegnamento umano), che ha la capacità di centrare il bersaglio e accattivare il pubblico. Difatti utilizzando una narrazione semplice ed esplicativa, il film di Marie-Castille Mention-Schaar raggiunge le corde dell’emozione. È questo l’obiettivo della regista che pone davanti alla macchina da presa una classe scapestrata e con numerose etnie, tenuta in pugno da un’insegnante che crede in loro e che mette a fuoco la loro voglia di dimostrare che non sono una causa persa.

Cavalcando l’ottimismo e la possibilità di cambiare, Una volta nella vita mette a fuoco le diversità razziali e religiose della periferia francese, ma non le approfondisce. Infatti queste sottolineature paiono degli excursus finalizzati esclusivamente a mettere in luce una realtà diversificata e facilmente esplosiva, ma la miccia, che sembra doversi innescare da un momento all’altro, è un debolissimo pretesto, che si perde progressivamente per strada. Difatti Una volta nella vita preferisce concentrarsi sulla necessità dei ragazzi di confrontarsi con la brutalità della Storia.

Film che mostra come la scuola dovrebbe insegnare il rispetto reciproco, Una volta nella vita è un lodevole prodotto con tanti pregi e qualche difetto. Una pellicola che mette a segno diverse sequenze lodevoli (su tutte il racconto dell’esperienza ad Auschwitz di Leon Ziguel) e che cerca di parlare col cuore, evitando di esibire orpelli stucchevoli.

Uscita al cinema: 27 gennaio 2016

Voto: ***

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