Se mi lasci non vale di Vincenzo Salemme: la recensione

53037La vendetta è “uomo”

Gradevole commedia degli equivoci, Se mi lasci non vale è uno dei migliori prodotti del Vincenzo Salemme regista. Un gioco a incastro estremamente teatrale, nel quale la coppia che funziona maggiormente è quella composta da Salemme e Buccirosso, mentre Paolo Calabresi pare “ballare da solo”, rivelando il carattere ingenuo e romantico del suo personaggio.

Vincenzo e Paolo sono stati lasciati dalle rispettive mogli, Sara e Federica, e sono distrutti. Si incontrano per caso e decidono di farla pagare alle loro ex: Vincenzo farà innamorare di sé Federica e Paolo farà lo stesso con Sara, al solo scopo di lasciarle. Ma non tutto fila liscio, anche perché si mette di mezzo Alberto, un attore squattrinato che accetta di interpretare il ruolo dell’autista di Vincenzo.

La teatralità ha sempre avuto un ruolo fondamentale all’interno del cinema di Salemme. In Se mi lasci non vale è ancor più marcata e mette al servizio dello spettatore un gustoso gioco di maschere e scambio di ruoli, finalizzato alla vendetta nei confronti del genere femminile. Da una parte ci sono due mariti appena lasciati, che vivono nel dolore e nel rimpianto di non aver amministrato nel migliore dei modi il proprio matrimonio, dall’altra parte ci sono due donne completamente agli antipodi e all’oscuro del progetto di rivalsa dei personaggi interpretati da Salemme e Calabresi. In mezzo a tutto ciò si inserisce Carlo Buccirosso, un attore di teatro che continua a ostentare la propria professionalità (una carriera che ha toccato il punto più alto con la vincita della Spiga d’oro come miglior figurante del cinema italiano), una scheggia impazzita che diverte il pubblico con le sue gustose prese di posizione.

Costruito come la più classica delle pièce teatrali (con tanto di sipario rosso che si chiude sulla vicenda a fine pellicola), Se mi lasci non vale vorrebbe elevare la figura dell’uomo a potenziale disfattista all’interno della coppia, provando ad azzerare il potere decisionale della donna, ma finisce per arrendersi all’innamoramento scevro da strategie. In tutto ciò Salemme fa la parte del leone (determinato e affabulatore) e si confronta principalmente con Buccirosso; una coppia che accompagna degnamente lo spettatore all’interno di un inganno, nel quale gli equivoci si sommano e, inevitabilmente, mandano tutto all’aria. Come anticipato Paolo Calabresi, in uno dei suoi primi ruoli da protagonista, funziona meno e finisce per essere uno spigolo del triangolo “smussato” e meno aderente alla funzionale e convincente coppia di lungo corso.

Salendo e scendendo dal palcoscenico, Se mi lasci non vale è la commedia che non ti aspetti, nella quale anche la controparte femminile (maggiormente sacrificata) regge il confronto con la proliferazione maschile. Salemme si rialza dopo qualche prodotto meno riuscito e mette in scena un film dai gradevoli equivoci e contraddistinto da una dialettica ritmica ben serrata, che non annoia e lascia ben sperare per il prossimo.

Uscita al cinema: 21 gennaio 2016

Voto: ***

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