La corrispondenza di Giuseppe Tornatore: la recensione

la-corrispondenza-nuovo-trailer-italiano-poster-e-prima-clip-del-nuovo-film-di-giuseppe-tornatoreL’eterno amore 2.0

Se con La migliore offerta Tornatore aveva ammaliato il pubblico con un raffinato puzzle, nel quale ogni pezzo s’incastrava alla perfezione, con La corrispondenza il regista siciliano celebra l’amore a distanza ai tempi di internet. Tuttavia l’alone di mistero, con cui si vuole accattivare e coinvolgere lo spettatore, è risibile e il risultato è uno stucchevole e melenso concentrato di noia.

Ed Phoerum è un professore d’astrofisica innamorato di Amy, una studentessa fuori corso. La loro relazione è costellata di conversazioni su Skype, sms e brevi telefonate. Tuttavia un giorno Ed scompare nel nulla, ma le conversazioni continuano attraverso missive misteriose che giungono ad Amy.

La delusione per questa pellicola di Giuseppe Tornatore raggiunge livelli inimmaginabili. Difatti il nuovo film con cast internazionale del regista siciliano è una stucchevole e boriosa celebrazione dell’infinito e perpetuo amore, che oltrepassa i confini della vicinanza e dell’esistenza. La corrispondenza vorrebbe esibire un mistero, un “qualcosa” che tenga incollato lo spettatore sulla poltrona, eppure tutto ciò viene sacrificato in favore di una messinscena involontariamente comica, che fatica ad appassionare e coinvolgere. Sensazioni che vengono causate dalla scelta di far sorreggere l’intero prodotto dalle fragili spalle di Olga Kurylenko, soprattutto perché Jeremy Irons viene ben presto incastrato all’interno di uno schermo di un computer o di un cellulare.

Pellicola dalla narrazione labile e dagli intenti controproducenti, La corrispondenza mette in evidenza tutto il mestiere di Tornatore (sorretto ancora una volta dalle partiture di Morricone), ma stavolta la bravura registica non basta e il film sprofonda, passo dopo passo, in un estenuante e irritante scambio di messaggi, accompagnati da frasi al miele e lacrime di coccodrillo. Sono molti i passaggi narrativi che, progressivamente, si rivelano grotteschi e inconcludenti, lasciando l’amaro in bocca e la perplessità sul viso. Infatti alcune svolte non vengono spiegate e sottolineano l’incoerenza dell’intero progetto, che nemmeno quando vuole essere metaforico riesce a farsi apprezzabile.

Peggior film di Tornatore, La corrispondenza, cavalca ipotesi e dissemina indizi, ma si rivela un fuoco di paglia. Un finto puzzle, contraddistinto da pochezza narrativa e tematica, laddove l’astrofisica e il cielo stellato divengono elementi utili per comprendere qualcosa, ma non tutto. Che peccato!

Uscita al cinema: 14 gennaio 2016

Voto: *

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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