Le ricette della signora Toku di Naomi Kawase: la recensione

loc_le ricette della signora tokue-1000-290x440Si respira aria di tradizione e tragicità

Straziante prodotto contraddistinto da una semplicità narrativa accostata a un’insistita fotografia celebrativa, Le ricette della signora Toku è accattivante e coinvolgente nella prima parte, per poi farsi ammorbante e ricattatorio nella seconda.

Sentaro cucina dolci tipici in un piccolo chiosco. L’unica compagnia che sopporta è quella di una giovane ragazzina, a cui spesso regala i dolci mal riusciti. Un giorno si presenta alla porta di Sentaro l’anziana signora Toku, che è alla ricerca di un lavoro. La sua marmellata di fagioli rossi è la più buona mai assaggiata da Sentaro, ma le sue mani sono deformate a causa di una vecchia malattia, che l’ha tenuta lontana dalle persone per lungo tempo.

Un dolce tipico nipponico (il dorayaki) è lo stratagemma con cui la regista Kawase permette l’incontro tra la signora Toku e Sentaro. Il rapporto tra i due dapprima conflittuale, progressivamente diviene rispettoso e affettuoso. È su queste basi che la prima parte del film si sviluppa e che viene “cucinata” a fuoco lento da Naomi Kawase. Difatti nel primo segmento di Le ricette della signora Toku si assiste a divertenti, e divertiti, siparietti e si entra in contatto con un’anziana piena di trucchi e di passioni per la cucina. Nel mentre i fiori di ciliegio fioriscono e conferiscono alla pellicola un’aria di spensieratezza. Tuttavia l’ampio respiro con cui il film della Kawase apre i battenti non riesce a riversarsi in una seconda parte che cerca la drammaticità a tutti i costi e nella quale la tenerezza viene sostituita da una tragicità nuda e cruda, quasi fosse alla ricerca della lacrima facile. Purtroppo è proprio l’epilogo di Le ricette della signora Toku a fargli perdere smalto, mentre lo spettatore seduto in sala rimpiange i passaggi della ricetta dei dorayaki e la dedizione con cui l’anziana donna “ascolta” la cottura dei fagioli rossi.

Le ricette della signora Toku si perde per strada e diviene progressivamente ricattatorio. Una pellicola che racconta delle tradizioni, di una donna che non è riuscita a essere madre, di un uomo che non ha colto l’occasione di essere nuovamente un figlio e di una ragazza che trova nella signora Toku la confidente che le mancava.

Nonostante la stupenda fotografia estiva, baciata dalla fioritura dei fiori di ciliegio, Le ricette della signora Toku fatica nel momento in cui deve dare la svolta narrativa, avvenimento che coincide con un cambio di tono eccessivo, che scompagina la riconoscibilità dei ruoli e prende una piega difficilmente apprezzabile. Infatti ciò che la Kawase fa è di spingere all’eccesso la lacrima appena apparsa nell’occhio inumidito. Un atteggiamento non condivisibile che finisce per etichettare il film in questione come ricattatore e lacrimoso.

Uscita al cinema: 10 dicembre 2015

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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