Il professor Cenerentolo di Leonardo Pieraccioni: la recensione

il-professor-cenerentolo-posterChe fine ha fatto la risata?

Pieraccioni continua a fare il turista (stavolta si trasferisce a Ventotene) e realizza una commedia scialba, nella quale un gruppo improbabile di cialtroni e freak non riesce a strappare nemmeno una risata sincera. Al centro del progetto l’istrionismo e l’esuberanza del comico toscano.

Umberto, per evitare il fallimento della sua azienda di ristrutturazioni, cerca di entrare nel caveau di una banca. Naturalmente il piano è fallimentare e Umberto viene arrestato. Dopo 3 anni e mezzo passati nel carcere di Ventotene a realizzare progetti cinematografici educativi, il professore (viene chiamato così perché è ingegnere e da ripetizioni alla figlia del direttore del carcere) incontra, durante la rappresentazione del suo ultimo “film”, Morgana una ragazza svitata, che lo crede un educatore.

Pellicola priva di pretese e di ambizioni, Il professor Cenerentolo certifica (ce n’era bisogno?) la crisi artistica di Leonardo Pieraccioni. Difatti il film diretto e interpretato dal regista toscano non riesce nel suo unico intento: far ridere. La farsa costruita ad hoc, nella quale cialtroni, nani e ballerine si dilettano a non allietare il pubblico, non colpisce il segno e si tramuta in un prodotto che si trascina stancamente senza lasciare il segno. Difatti se l’interesse di Pieraccioni era quello di mettere in scena una commedia più cinica, cattiva e scorretta, questo non appare evidente nell’ora e mezza di durata.

Il cinema di Pieraccioni fa acqua da tutte le parti e diviene progressivamente un debole e mediocre intrattenimento. Ed è un vero peccato perché il comico toscano aveva abituato il pubblico a ben altre prove, nelle quali si riconosceva il suo tocco ironico. Dapprima Pieraccioni interpretava e metteva alla berlina i trentenni (goffi e simpatici) con sogni e ambizioni; successivamente è venuto il momento dei quarantenni sposati (talvolta separati, con o senza figli a carico) colpiti dalla perenne sindrome di Peter Pan. Oggi il regista mette in scena un cinquantenne che cerca la riabilitazione, soprattuto come padre, ma finisce per essere un immaturo cronico. Di conseguenza il modo di fare cinema di Pieraccioni ne risente e si respira aria di fallimento.

Nonostante la convincente prova “da oca” di Laura Chiatti (e del comprimario lillipuziano Davide Marotta, la variante comica), Il professor Cenerentolo finisce per essere un intrattenimento debole, contraddistinto da una fotografia baciata dal sole di Ventotene e da freak di dubbia rilevanza comica e narrativa. Il vero motore vuole essere (e crediamo lo sarà sempre) Pieraccioni, un autore che fatica ad aggiornarsi e che sopravvive grazie alla riflessa riconoscenza del pubblico, che imperterrito giunge al cinema e spera che il film valga il prezzo del biglietto. Il professor Cenerentolo è l’ennesima deludente tappa di una carriera che sta percorrendo una lunga discesa. Quanto sarà ripida?

Uscita al cinema: 7 dicembre 2015

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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