Regression di Alejandro Amenabar: la recensione

regression1-717x1024Scialbo e banale. Amenabar e l’inquietudine mancante

Film che promette, ma non mantiene, Regression è un thriller nel quale l’unico aspetto invitante e riuscito è l’ambientazione desolante e raccapricciante della provincia americana. Tutto il resto è noia.

Bruce Kenner è il miglior detective della piccola stazione di polizia di un paese del Minnesota. Nel 1990 la diciassettenne Angela accusa suo padre di abusi. Quest’ultimo non nega, si assume la responsabilità, ma non ricorda nulla. Viene così chiamato lo psicologo Raines, che lo sottopone a delle sedute di ipnosi regressiva.

Alejandro Amenabar ha abituato fin troppo bene il suo pubblico; difatti se Apri gli occhi, The Others e Mare dentro si possono definire dei prodotti coinvolgenti, inquietanti e latori di un colpo di scena in corso d’opera, Regression non è lontanamente parente delle strutture a incastro e cinematograficamente suggestive dei film precedentemente citati. L’attesa per l’ultimo prodotto di Amenabar è stata decisamente vana e nemmeno la disperata ambientazione della profonda provincia americana gli viene in aiuto.

Regression delude sotto tutti i punti di vista e inganna lo spettatore, tanto quanto viene ingannato il detective interpretato da Ethan Hawke nel momento in cui il mistero s’infittisce e il banale svelamento lascia a tutti l’amaro in bocca. La vicenda poteva essere interessante, perlomeno meritevole di un approfondimento, eppure la pellicola si perde per strada esibendo ricordi sbiaditi, iniziazioni demoniache e messe nere in vecchi capanni.

Insomma è abbastanza chiaro che Amenabar abbia sbagliato completamente approccio, mettendo in mostra una vicenda che, ispirata a fatti realmente accaduti, si rivela fotogramma dopo fotogramma sempre più debole e priva di mordente, innalzando il ritmo della tensione, per poi smorzarlo in uno sviluppo narrativo dal colpo di scena mancante.

Interpretato da Ethan Hawke, attore votato alla causa del brivido, e Emma Watson, che dona il suo volto al ruolo di un’adolescente spaventata, Regression è un prodotto privo di una tematica pulsante (le sette sataniche appaiono come un argomento ampiamente superato) e di un ritmo lodevole per portare a termine l’indagine e “salvare” una famiglia in pericolo. Un thriller che getta via l’occasione per farsi ricordare e mettere in mostra, fino alla fine, tutta l’inquietudine che una storia come quella rappresentata si porta appresso.

Uscita al cinema: 3 dicembre 2015

Voto: *1/2

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