The Visit di M. Night Shyamalan: la recensione

the-visit-locandinaRimpiangerete i nonni premurosi

M. Night Shyamalan torna al genere horror, abbassa il budget e si affida al produttore James Blum. Il risultato? Un film accettabile.

Rebecca e il fratello Tyler vanno in vacanza per una settimana dai nonni che non hanno mai conosciuto. Difatti la madre dei ragazzi non ha più contatti con i genitori da quindici anni, a causa del fatto che lei ha abbandonato la casa nella quale è cresciuta, per fuggire con l’amore della sua vita. Rebecca vuole provare a riconciliare la madre con i nonni e così decide di girare un documentario. Una volta giunti a Masonville, i ragazzi notano che i due anziani sono particolarmente bizzarri. E una delle regole della casa è che non si può abbandonare le stanze dopo le 21.30.

Dopo aver inanellato numerosi flop, caratterizzati da budget elevatissimi (su tutti il fumettone L’ultimo dominatore dell’aria e il fantascientifico After Earth), il regista indiano Shyamalan fa un passo indietro e prova a riguadagnare l’affetto di fan e critica con una pellicola che sfrutta il found footage e che esibisce uno sviluppo narrativo lineare. Il film in questione è The Visit, un horror sui generis che destruttura la riconoscibile e amorevole figura dei nonni e così facendo realizza un prodotto inquietante e pregno di tensione. Tuttavia non tutto ruota alla perfezione e allora ecco che i momenti distensivi (ed eccessivamente ironici) inceppano il meccanismo ben oliato. Difatti è eccessivo l’umorismo con cui il regista smorza la tensione, provocando spesso comicità involontaria anche quando non è prevista.

Pellicola immersa in un’ambientazione chiusa, familiare (l’abitazione dei nonni) e che fa sfoggio di numerosi cliché del genere, The Visit è un intrattenimento pauroso ben strutturato, a cui, naturalmente, non manca il colpo di scena finale, stavolta coerente con la vicenda e decisamente accettabile. Difatti quando ci si approccia a un prodotto di Shyamalan, si è consci del fatto che non tutto è come sembra e se, in alcuni casi, ci si è ritrovati di fronte a colpi a effetto incongruenti e incomprensibili, in The Visit assistiamo a un coerente coup du theatre, che terrorizza e crea l’empatia e l’ansia necessaria nei confronti dei malcapitati protagonisti.

Contraddistinto dall’ottima interpretazione di Deanna Dunagan (una nonna che fa sfoggio di un’ottima versatilità “demoniaca”), The Visit è un horror che raggiunge il suo scopo e che riesce a rendere funzionale il found footage, tecnica che da tempo appare eccessivamente inflazionata. È tornato Shyamalan? Non del tutto, ma bisogna ammettere che The Visit è un bel passo avanti.

Uscita al cinema: 26 novembre 2015

Voto: ***

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