Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II di Francis Lawrence: la recensione

50944Hunger Games chiude con il botto?

La bomba a orologeria, a cui ci ha preparato il primo capitolo, è scoppiata? Hunger Games – Il canto della rivolta: Parte II ha dei meriti, ma non riesce a bucare, in modo convincente, lo schermo.

La guerra è iniziata e coinvolge tutta Panem. Tuttavia Katniss ha un conto in sospeso con il presidente Snow. Katniss, un gruppo di fedelissimi e il braccio armato del Distretto 13 hanno un unico obiettivo: uccidere Snow.

Ultimo atto della saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins, Hunger Games – Il canto della rivolta: Parte II si porta appresso elevatissime aspettative, causate dal finale e dalla costruzione narrativa attendista del primo episodio. Le attese sono state ripagate? In parte, perché l’azione latita a più riprese e si ha l’impressione che, in fase di sceneggiatura, si sia preferito concentrarsi maggiormente sulla figura del leader “consumato” di Katniss. I risvolti politici, sociali e mediatici, che hanno attirato le lodi dei critici, si spengono in modo quasi naturale, lasciando spazio al dilemma della protagonista, che si chiede costantemente cosa sia giusto fare.

Pellicola di richiamo per la folla teen, Hunger Games – Il canto della rivolta: Parte II è sostanzialmente un blockbuster di puro intrattenimento, nel quale i caduti sul campo di battaglia sono perdite dolorose ma necessarie. Un film che viene presentato con un 3D posticcio e inutile (per racimolare più soldi al botteghino?) e che dimostra di avere le carte in regola per farsi apprezzare. Un prodotto che, analizzato nel suo complesso, ha pienamente senso e rientra nei canoni prestabiliti della cinematografia di genere.

Forse ci si aspettavano più fuochi d’artificio per questo ultimo capitolo, maggiore enfasi e impatto sociale. Eppure il film di Francis Lawrence (regista coerente che ha portato a termine il suo progetto, dal primo all’ultimo film) non lascia delusi, probabilmente poco appagati, ma non delusi. La motivazione risiede nella scelta di chiudere la vicenda (e, di conseguenza, tutte le sottotrame) con pochi colpi di scena; il regista ha dato allo spettatore ciò che voleva e si aspettava. Anche un finale che ricorda al pubblico che, essenzialmente, si è di fronte a una saga per adolescenti. Infatti l’amore (sentimento altalenante e spesso utilizzato come espediente per raggiungere altri scopi) viene innalzato sopra qualsiasi argomento trattato, più o meno approfonditamente.

Pellicola che insegue la necessità di pace e la fine di ogni tirannia (mentre i nemici spuntano da ogniddove), Hunger Games – Il canto della rivolta: Parte II non è un eccezionale prodotto, ma è la degna conclusione di una saga che ha appassionato il pubblico in sala. Un anelito di libertà dalle oppressioni e dalle malvagità, a cui si può aspirare solamente con una rivoluzione.

Uscita al cinema: 19 novembre 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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2 pensieri su “Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II di Francis Lawrence: la recensione

    • Ha stupito molto anche me…ma leggendo ho avuto l’impressione che le 4 stelle siano state da Niola all’intera saga…una sorta di voto collettivo, perché se si va ad analizzare esclusivamente il film non si può non notare qualche difetto…e te lo dice uno a cui Hunger Games è, più o meno, piaciuto…

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