In fondo al bosco di Stefano Lodovichi: la recensione

locandinaNoir che pesca a piene mani dalle cronache nere nostrane

Thriller noir che si svolge interamente nella trentina Val di Fassa, In fondo al bosco è un film di genere che nasconde segreti e misteri e che ha l’ambizione di racchiudere in un unico prodotto i recenti fatti di cronaca nera.

Manuel porta alla festa dei Krampus (una celebrazione nella quale gli abitanti del paese si travestono da diavoli) il figlio Tommi. Il bambino si allontana e non viene più ritrovato. La stampa e la polizia sospettano del padre, ma non ci sono prove e quindi l’uomo viene rilasciato. Dopo cinque anni di sofferenza, incredibilmente Tommi viene ritrovato, ma la madre e il nonno non sono del tutto convinti che sia realmente il bambino scomparso.

Prima produzione di Sky esclusivamente per il cinema, In fondo al bosco cavalca il genere noir con consapevolezza e consegna allo spettatore un’oscura immersione nei misteri della provincia italiana. Le premesse iniziali farebbero pensare a una pellicola “di confine”, tipologia di cinema che sta impressionando in questo ultimo periodo, invece l’opera seconda di Lodovichi non si spinge al di là della frontiera e preferisce costruire un noir familiare, oscuro al punto giusto e portatore di segreti e misfatti insanabili. Sono tanti (forse troppi) i livelli narrativi ostentati da In fondo al bosco, tuttavia la necessità di percorrere diverse strade (ognuna con la sua domanda, che trova la sua debita risposta in chiusura) permette al film di rendersi credibile e coinvolgente. Difatti In fondo al bosco non lascia decisamente delusi sotto il piano della suspense, inseguita e rilasciata a piccole dosi, un elemento fondamentale per tenere alta l’attenzione dello spettatore e che fa da collante alle varie svolte narrative.

Contraddistinto da demoni ricorrenti (quelli di un’agonia lunga cinque anni e quelli fantasiosi delle “favole” notturne), In fondo al bosco dimostra di possedere le carte in regola per farsi apprezzabile prodotto di genere. Una pellicola che forse pecca nell’esasperazione di una recitazione enfatica (nei momenti chiave), ma che sa tenere saldo il polso della situazione. Lodovichi non salva nessuno nel buio della provincia trentina a parte il padre (interpetrato da Filippo Nigro), a cui viene data una seconda chance. Saprà coglierla?

Uscita al cinema: 19 novembre 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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