A testa alta di Emmanuelle Bercot: la recensione

a-testa-alta-posterUn ragazzo difficile, un film consolatorio

Film d’apertura di Cannes 68, A testa alta è il percorso lastricato di difficoltà di Malony, adolescente abbandonato dalla madre a sei anni e da quel momento in balia delle istituzioni e del suo carattere rabbioso e mutevole. Una pellicola convincente, che però insegue troppo strenuamente il lato consolatorio della vicenda.

Malony viene abbandonato all’età di sei anni e da allora entra ed esce dagli istituti. Il suo unico punto di riferimento è il giudice Florence, che lo affida ormai sedicenne al tutore Yann.

Quando in un film si narra il disagio giovanile, la mente va quasi istantaneamente a registi come i fratelli Dardenne e Van Sant e, andando più indietro nel tempo, a maestri del cinema come Truffaut. Il confronto con tale icone della filmografia adolescenziale è improbo, tuttavia Emmanuelle Bercot realizza un prodotto che è convincente e credibile nel suo svolgimento narrativo. Ponendo la macchina da presa costantemente sul volto di Malony, la regista francese prova a pesare comportamenti e reazioni, follie e difficoltà di un sedicenne che per tutta la sua vita si è sentito abbandonato.

A testa alta parla di Malony, della sua rabbia e della sua perenne refrattarietà alle regole e lo spettatore si trova a dover fare i conti con una personalità con cui è difficile rapportarsi. Qualsiasi personaggio venga immortalato sullo schermo sbaglia e probabilmente lo fa a fin di bene. Tuttavia la difficoltà di empatia risiede proprio nella problematicità di commuoversi o giustificare il comportamento di Malony e la sua costante voglia di non sottostare a nessuno.

Composto da innumerevoli tappe (l’istituto correttivo, la famiglia, l’amore, il carcere e l’educatore che rivede in Malony la sua complicata adolescenza), tutte raccordate dal personaggio del giudice impersonato da Catherine Deneuve, A testa alta alterna bastone e carota e cerca immancabilmente una strada consolatoria e risolutrice. Probabilmente questa costante ricerca fa perdere al film di mordente e lo fa scadere, a tratti, in banalità che suggeriscono svolgimento e finale (votato alla speranza e al cambiamento).

Nonostante ciò A testa alta è un buon film proprio perché narrativamente credibile, laddove le reazioni di un ragazzo coincidono con le incomprensioni degli adulti, figure di riferimento di un percorso che porta Malony forzatamente all’età adulta.

Uscita al cinema: 19 novembre 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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