Mr. Holmes di Bill Condon: la recensione

mr-holmes-locandinaMacché cappello e pipa. Sherlock Holmes è un anziano con la demenza senile

Bill Condon mette in scena l’inflazionata figura di Sherlock Holmes da un punto di vista differente. Infatti il detective di Baker Street è anziano, soffre di demenza senile e si è ritirato nella campagna britannica. L’epilogo semplice di una leggenda dall’intuito sopraffino.

Sherlock Holmes ormai si è ritirato a vita privata in campagna. Impegnato a combattere con la perdita di memoria, l’anziano ex-investigatore cerca disperatamente di recuperare un dettaglio dell’ultimo caso di cui si è occupato. Ad aiutarlo Roger, il figlio della sua governante, ragazzo sveglio e disposto a tutto.

Negli ultimi anni Sherlock Holmes è tornato prepotentemente alla ribalta. Pellicole e serie tv ne hanno lodato le gesta e se la versione di Guy Ritchie è risultata frenetica, ma più legata alla tradizione, quella televisiva ha evidenziato un’accezione moderna del personaggio inglese. Diversamente lo Sherlock di Condon viene immaginato come un anziano scorbutico, testardo e profondamente solo. Il ritiro dall’azione lo ha reso più vulnerabile e decisamente più riflessivo. Tuttavia l’ultimo suo caso lo tiene sveglio e lo costringe a rimestare nella propria memoria per poter scrivere un libro, nel quale racconta come sono andati realmente i fatti. Perché l’autore delle avventure di Holmes non è Doyle, ma il suo fidato assistente Watson, che ha costruito una leggenda, mitizzandone le gesta.

Quanto può coinvolgere e appassionare la rivoluzione di un personaggio? Quanto può accattivare Sherlock Holmes senza il suo intuito e le sue riconoscibili caratteristiche, fisiche e investigative? La risposta è debitamente insita in un film come Mr. Holmes, canonico ritratto di un anziano capace di prendersi in giro e di rendersi conto di quanto la sua vita sia stata solitaria e incompleta. Una pellicola che ha probabilmente la pretesa di riposizionare il personaggio di Holmes esattamente nel mezzo tra realtà e finzione e che vuole mettere il protagonista nella condizione di dover scegliere tra queste due dimensioni. Senza cappello da cacciatore e senza pipa (a quella preferisce un salutare cubano), Sherlock diviene materia da maneggiare a proprio piacimento, ma la regia di Condon riesce esclusivamente a costruire un prodotto sufficiente e decisamente edulcorato, finalizzato a cercare il plauso del pubblico. Difatti il carico di finta commozione e nostalgia lascia spazio a una costruzione narrativa che dosa sapientemente i flashback, ma che non trova la giusta chiave di volta per farsi apprezzabile fino in fondo.

Contraddistinto da una buona atmosfera e un buon apporto recitativo da parte di Ian McKellen (che da il meglio di sé quando lo scambio di battute con il giovane Roger è più intenso), Mr. Holmes è la semplice storia di un anziano che fatica a ricordare nomi e avvenimenti e che si rende conto che la sua vita sta volgendo al termine. Di conseguenza si è di fronte a un prodotto che non possiede nessuna eccezionalità; dopotutto chi vorrebbe vedere uno Sherlock Holmes che arranca nella deambulazione e che non possiede il suo inconfondibile intuito?

Uscita al cinema: 19 novembre 2015

Voto: **1/2

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