Premonitions di Afonso Poyart: la recensione

PREMONITIONS-LOCANDINA-POSTER-2015Mistica vs. fondamenti pseudoscientifici

Il film di Poyart ha due anime: una thriller (canonica e schematica) e una paranormale. Peccato che la seconda non regga il confronto con la prima e Premonitions da serial killer movie, anche accuratamente costruito, si tramuti in un prodotto mistico e tematicamente debole.

Un serial killer uccide persone che, apparentemente, non hanno nulla in comune. L’FBI brancola nel buio, di conseguenza l’agente Joe cerca aiuto da un suo vecchio amico: il sensitivo e psicanalista John Clancy. Inizialmente il dottore rifiuta, ma poi si fa invogliare dal caso e decide di aiutarlo. Tuttavia l’assassino è un osso duro e pare avere numerosi assi nella manica.

Per affrontare la visione di Premonitions bisogna necessariamente accettare la non credibilità della vicenda (ma questo è abituale quando ci si confronta con un, apparentemente, prodotto sci-fi). Difatti questo accorgimento è fondamentale per poter entrare adeguatamente all’interno di una storia, che vede come protagonista un sensitivo dai poteri straordinari. Tuttavia la pellicola diretta da Poyart ha anche l’interesse di trattare un argomento meno fantasioso e ciò che, inizialmente, consegna allo spettatore è un serial killer movie dalle basi solide e dallo sviluppo canonico (il killer gioca con gli indizi e scherza con l’FBI). Peccato che tutta la buona volontà che la prima parte di film porta sullo schermo (tensione, un inusuale modus operandi) si perda progressivamente, lasciando spazio a dilemmi esistenziali e a un estremo misticismo, che collima malamente con il resto del prodotto.

Premonitions accosta situazioni umoristiche a macabri flash di un futuro o di un passato e allenta progressivamente la tensione per porsi domande sul dolore e il conforto, su Dio e sul destino. E si ha l’ingombrante impressione che Poyart perda la bussola, sbrodolando tutto quello che gli frulla nella testa negli ultimi trenta minuti di pellicola, senza un solido filo logico.

Vicenda avvolta da un’ambientazione, a tratti, macabra ed esibita esclusivamente attraverso un filtro fotografico fumoso, Premonitions non appaga e non lascia incollati alla poltrona. Una pellicola che a furia di aggiunte (poco argomentate) si tramuta in un raffazzonato prodotto che si interroga sulle giustificazioni dell’eutanasia e sulle sue implicazioni etiche. Purtroppo il materiale a disposizione è poco e, a causa di ciò, ne fa le spese il thriller, schiacciato dalle evidenti ambizioni filosofiche.

Uscita al cinema: 12 novembre 2015

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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