Freeheld di Peter Sollett: la recensione

freeheld-trailer-italiano-e-locandina-del-film-con-julianne-moore-e-ellen-pageUn cancer movie in cui manca l’empatia

Film sull’uguaglianza dei diritti civili, Freeheld non buca lo schermo e appare eccessivamente freddo, nonostante il fatto che il tema trattato dovrebbe coinvolgere attivamente lo spettatore.

Laurel Hester è un detective della polizia del New Yersey. Riservata sulla sua vita sentimentale, Laurel vive la sua omosessualità lontano dal dipartimento e da occhi indiscreti. Quando incontra Stacie in lei riconosce la possibilità di costruire una famiglia, ma un cancro ai polmoni la colpisce improvvisamente. Laurel e Stacie, essendo una coppia di fatto, non hanno gli stessi diritti delle coppie sposate, di conseguenza Laurel comincia a intraprendere una battaglia per permettere a Stacie di godere della sua pensione qualora lei dovesse morire.

Prima di analizzare in modo più approfondito il film diretto da Peter Sollett bisogna necessariamente far notare che è ispirato alla storia vera di Laurel e Stacie. La sottolineatura è d’obbligo perché spesso film tratti da eventi realmente accaduti enfatizzano in modo sproporzionato qualsiasi accadimento, tecnica fondamentale (ma non sempre riuscita) per permettere al prodotto di farsi empatico e non una mera narrazione dei fatti. Freeheld non cade in questo tranello, si attiene rigorosamente a una narrazione lineare, fluida, ma finisce per rivelarsi poco coinvolgente. Difatti la narrazione fredda e didattica della vicenda dell’agente di polizia Laurel Hester non colpisce nel segno e si fa ben presto dimenticare. Troppo è l’interesse, da parte del film, di farsi portatore di un tema condiviso e condivisibile ed eccessivo è lo spazio che viene dedicato alla storia d’amore tra le due protagoniste Laurel e Stacie.

Freeheld è didascalico nella stesura e semplicistico nella realizzazione, benché l’argomento sia un dibattito interessante e attuale. Non basta l’emaciata e sofferente bravura recitativa di Julianne Moore, che ormai ha abituato il pubblico a prove di sicuro livello soprattutto se accompagnate da una malattia debilitante (Still Alice ne è una prova), a risollevare il film da una narrazione eccessivamente fredda. Manca quel minimo di enfasi, quel supporto empatico che sappia coinvolgere il pubblico in sala e non lo faccia sprofondare in poltrona.

Film didascalico, forse necessario, ma realizzato in modo “scolastico”, Freeheld balbetta nel momento in cui il dolore di una malattia e di un’ingiustizia dovrebbero essere ingranaggi filmici ben oliati. Insomma la pellicola diretta da Sollett non è un prodotto degno di lode, nonostante il tentativo di impregnarlo di sentimenti contrastanti (come quelli che attraversano Dane, il collega di Laurel, primo baluardo della causa) e di colore (l’esuberante attivista dei matrimoni gay interpretato da Steve Carrell). Freeheld non smuove emozioni, si limita a narrare un soggetto edificante e civile e questo, a quanto pare, non basta.

Uscita al cinema: 5 novembre 2015

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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