Game Therapy di Ryan Travis: la recensione

51404Arrestate lo sceneggiatore! Il film degli youtubers italiani è un virus dell’industria cinematografica

Pellicola con protagonisti Favij e Clapis (giusto per citare i due interpreti principali), Game Therapy è un abominio raffazzonato e dozzinale.

Due ragazzi, grandi appassionati di videogiochi ma in grosse difficoltà nella vita reale (viene diagnosticato loro un deficit d’attenzione), scoprono un luogo dove possono vivere le avventure virtuali in prima persona.

L’unico motivo che può spingere qualcuno a visionare il prodotto diretto da Ryan Travis è la curiosità: annunciato in pompa magna e accompagnato da un tam tam pubblicitario abbastanza opprimente, Game Therapy porta a chiedersi chi abbia spinto un gruppo di youtubers italiani (con un notevole seguito online) davanti alla macchina da presa. Colui che si è preso questo onere, perché non si può parlare di onore, è Luca Casadei, un manager che ha compreso prima di altri il fenomeno social e l’ha reso una macchina da soldi. Chiudendo la parentesi introduttiva si può facilmente affermare che Game Therapy è un film dozzinale e privo di uno scopo, se non quello di porre su uno schermo cinematografico personaggi celebri (e celebrati) di Youtube, incapaci di reggere una pellicola intera senza scadere nel ridicolo. Difatti ciò che salta all’occhio immediatamente è la totale incapacità recitativa di Clapis e Favij; non sono attori e questo è vero, ma essendo parti integranti di un film ci si aspetta, perlomeno, che i due giovani diano intonazione alle battute. Invece la loro interpretazione è piatta e inconsistente al pari del film che è privo di una direttiva e di uno scopo. Infatti tutte le sequenze sembrano montate insieme in modo casuale e i dialoghi appaiono di una banalità imbarazzante.

Voleva essere un film che parlava del disagio giovanile, della dipendenza dalla realtà virtuale, che non permette di vivere le esperienze di tutti i giorni, invece tutto ciò viene malamente affrontato e per nulla approfondito. Come se non bastasse il tutto è accompagnato dal linguaggio da videogiocatore navigato di Favij, che affronta ogni piattaforma videoludica con il piglio del comandante militare, colui che sa tutto e che può permettersi qualsiasi atteggiamento.

Insomma Game Therapy è uno dei punti più bassi del cinema italiano ed è addirittura peggio dei cinepanettoni annuali, che Vanzina e compagnia propinano al pubblico ogni maledetto Natale. Il film di Ryan Travis suscita curiosità, che però non sfocia in interesse, ed è decisamente un modo alquanto malsano di sfruttare il talento (assunto rigorosamente a piccole dosi) degli astri (?) del tubo.

Uscita al cinema: 22 ottobre 2015

Voto: *

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