Io che amo solo te di Marco Ponti: la recensione

locandina-io-che-amo-solo-teInnocuo e prevedibile; Marco Ponti realizza un lavoro pulito, ma poco incisivo

Commedia corale che si sviluppa e trova la sua naturale dimensione in Puglia, Io che amo solo te è equilibrata e rientra perfettamente nei dettami del genere. Insomma un film preciso e pulito nella messinscena, che però denota qualche difficoltà.

Damiano e Chiara sono in procinto di sposarsi nel loro paese d’origine, Polignano a Mare. Imprevisti dell’ultimo minuto e parenti in arrivo da ogni dove scandiscono l’attesa, ma ciò che più interessa al paese pugliese è il progressivo riavvicinarsi tra Don Mimì, il padre dello sposo, e Ninella, madre della sposa, che ricordano il loro giovanile e passionale amore.

Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Luca Bianchini, Io che amo solo te è ben costruito e mette alla berlina tenere ipocrisie tutte meridionali, un matrimonio alle porte e un amore regresso, sopito e pronto a esplodere. Io che amo solo te è racchiuso tutto qui, esibisce qualche caratterista di livello, che innalza il livello umoristico del racconto, ma è pressoché innocuo. Perché la trama principale (il matrimonio tra Damiano e Chiara) occupa gran parte del racconto, ma morde il freno, mentre le sottotrame (tante, troppe) mancano d’incisività e di adeguato sviluppo. L’ambientazione (l’assolata Puglia racchiusa nelle chiacchiere di paese) c’è e l’impianto narrativo è pulito, preciso, ma si ha la costante impressione che il nuovo film di Marco Ponti manchi di sferzate improvvise, di svolte narrative coinvolgenti.

Equilibrato e perfettamente centrato negli attuali dettami del genere commedia (senza pretese), Io che amo solo te ostenta un buon cast, del quale fanno parte Maria Pia Calzone e Michele Placido, ma proprio le sequenze dedicate a questi ultimi due attori edificano una vicenda inverosimile e che fa perdere ritmo alla pellicola.

Prodotto modesto e che non permette a Marco Ponti (regista di Santa Maradona) di tornare a livelli di cinema più elevati, scanzonati e meno convenzionali, Io che amo solo te è simpaticamente “carino”, un film che si colloca esattamente nel mezzo dell’offerta cinematografica, un’opera che non accontenta e scontenta nessuno. Tuttavia questa definizione è un pregio o un difetto? Per come è stato pensato e realizzato può essere un pregio perché esibendo ironiche situazioni e brillanti scambi di battute cerca di parlare a un pubblico ampio e interessato a sedersi in poltrona per sorridere della vicenda mostrata. Purtroppo se si va a osservare più in profondità e in modo critico un film di questo tipo, si ha l’impressione che la sua mancanza d’incisività e di spessore portino a pecche di scrittura e di sviluppo della trama.

Uscita al cinema: 22 ottobre 2015

Voto: **1/2

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