Crimson Peak di Guillermo Del Toro: la recensione

Crimson-Peak-il-ritono-di-Guillermo-del-ToroAtmosfera raffinata, ma la trama delude

Torna Guillermo Del Toro dietro la macchina da presa e realizza una storia di fantasmi che intreccia spaventi (preventivati) e melodramma. Difatti Crimson Peak si fa apprezzare principalmente per l’ambientazione, che si staglia fiera sullo sfondo della vicenda.

Edith è una ragazza di buona famiglia, ma che fatica a trovarsi bene nella società borghese. Il trauma della madre deceduta, le allucinazioni e l’aspirazione di diventare una scrittrice mal si sposano con i dettami della fine del 1800. Ed è proprio per questo motivo che nel momento in cui si palesa lo spasimante anticonformista Thomas Sharpe, Edith ne rimane subito folgorata. I due si sposano ed Edith è costretta ad allontanarsi da New York nella fatiscente e spaventosa magione di Crimson Peak.

Nel momento in cui in un film l’ambientazione sovrasta l’impianto narrativo principale, lo spettatore si accorge che qualcosa non torna, non gira alla perfezione. È questo il caso di Crimson Peak, una favola gotica, nella quale fantasmi “reali” e immaginari (quelli del passato che condizionano le azioni dei protagonisti) infestano una dimora cadente ed estremamente affascinante. Del Toro (regista, sceneggiatore e produttore) confonde l’immaginario e il reale e allora ecco che un horror come Crimson Peak perde di appeal; il thriller melodrammatico entra in gioco e fatica a trascinare lo spettatore fino alla conclusione.

Pellicola che, come già anticipato, colpisce maggiormente con la sua suggestiva ambientazione (una casa che trasuda argilla rossa, come se fosse sangue), Crimson Peak, dopo aver ingannato il pubblico e la protagonista in apertura, si svela per ciò che è e comincia a ruotare attorno a un triangolo di sentimenti recitato con eccessiva enfasi e che si mostra difficilmente interessante. Il tetro, passionale e gotico universo di Del Toro coinvolge fino a un certo punto e fatica eccessivamente nello svilupparsi adeguatamente. Eppure il film del regista messicano non si perde d’animo e prova a farsi palesemente inquietante nel momento in cui la storia si esplica al pubblico. Gli intrecci sentimentali, i fantasmi del passato e l’ambientazione gotica e terrificante divengono i reali protagonisti di un prodotto che, nonostante le sue difficoltà evidenti, è elegante e d’altri tempi. Perché si ha l’impressione che Del Toro non abbia l’interesse di convincere con la storia, con una sceneggiatura intricata e precisa, ma preferisca far appassionare lo spettatore con un’esperienza visiva di tutto rispetto e di elevato livello. E allora per una volta si può accantonare (non troppo) l’importanza della vicenda (prevedibile, convenzionale e “fumosa”) per concentrarci sulla bellezza visiva, in grado di farsi carico di tutti i difetti che Crimson Peak ha.

Frullato di generi diversi (horror, thriller, favola gotica e melodramma) e, apparentemente inconciliabili, Crimson Peak scansa le critiche e si rivela come un prodotto raffinato, un film che mostra il fianco a diversi difetti, ma che ostenta con fierezza altrettanti pregi.

Uscita al cinema: 22 ottobre 2015

Voto: ***

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