Hotel Transylvania 2 di Genndy Tartakovsky: la recensione

hotel_transylvania_two_ver4_xlgMoralizzatore e meno divertente, il secondo capitolo contrae la sindrome

Torna al cinema l’hotel dei mostri, un film d’animazione maggiormente interessato al pubblico infantile e che strappa qualche risata in meno rispetto al primo episodio.

Mavis e Jonathan si sposano e dopo poco tempo nasce Dennis. Tutti si chiedono se sarà un umano o un vampiro e mentre i genitori sono pronti ad accettarlo in ogni caso, il nonno Dracula spera che escano a Dennis i canini da vampiro perché se così non fosse Mavis ha minacciato di trasferirsi in California per crescerlo fra i suoi simili.

I protagonisti di Hotel Transylvania ci sono tutti e sono pronti a “spaventare” per la seconda volta. Tuttavia c’è l’impressione che Hotel Transylvania 2 abbia perso un po’ di verve, in favore di una vicenda meno coinvolgente, che provoca meno risate e che si pone come obiettivo quello di far divertire il pubblico più giovane. Difatti se nel primo capitolo c’era un finto ribaltamento dei ruoli (umani minacciosi, mostri spaventati) finalizzato a tenere al sicuro la figlia di Dracula, in Hotel Transylvania 2 Mavis è cresciuta, si è sposata e ha avuto un bimbo di nome Dennis. È decisamente importante questa sottolineatura perché laddove il protagonista è principalmente Dennis, si può intuire come la costruzione narrativa e l’umorismo siano più infantili e meno accattivanti. Nonostante ciò non possono mancare i valori morali (ad esempio la diversità vista come una positiva possibilità di crescita) e diversi accenni alla bizzarria di Mavis nel momento in cui entra in contatto con la civiltà umana. Il tutto è accompagnato dal nonno Dracula, che tenta qualsiasi stratagemma per non far allontanare la sua famiglia dall’hotel.

Hotel Transylvania 2 ostenta mostri a proprio agio con il loro ruolo (accettati e pronti ad aprirsi a nuove esperienze) e mette a segno qualche trovata interessante (Frankenstein incapace di spaventare  e che si presta a un improvvisato selfie, il lupo mannaro che insegue palline e frisbee come un comune animale domestico e la solitudine dell’uomo invisibile), ma si nota alla lunga la mancanza del guizzo umoristico, della comicità genuina. Probabilmente causa di ciò risiede nel fatto che i personaggi, e le loro peculiarità, siano ampiamente riconoscibili da un primo episodio decisamente migliore.

Quindi si ha l’impressione che Hotel Transylvania 2 incappi nella “sindrome da sequel”, che colpisce spesso le pellicole animate, soprattutto se non si palesa un rinnovamento nella storia e non si ostenta uno sguardo differente. Tuttavia non si può puntare il dito su un prodotto così innocuo e costruito in modo da far sorridere i bambini al cinema. Di conseguenza il verdetto può essere uno solo: promosso, con riserva.

Uscita al cinema: 8 ottobre 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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