Black Mass di Scott Cooper: la recensione

black_mass_ver2Solito gangster movie, ma qui Depp è inquietantemente bravo

Black Mass è un gangster movie dignitoso e solido. Scott Cooper racconta la storia del famigerato boss di Boston James Bulger, seguendo pedissequamente le linee guida del genere.

Nato e cresciuto a Boston, Jimmy Bulger è un piccolo boss di una gang ed è amato e rispettato dal quartiere. Chi lo rispetta maggiormente è John Connolly, un novizio agente dell’FBI, che è cresciuto con il fratello di Jimmy, il senatore Bill. John fa a Jimmy una proposta: fare l’informatore per l’FBI, in modo da permettere a lui di far carriera e a se stesso di agire indisturbato.

Nessun guizzo e nessuna originalità per l’ultimo prodotto di Scott Cooper, regista che preferisce ammiccare con omaggi (più o meno voluti) a pellicole precedenti ed  che esibisce una narrazione solida, corposa e schematica. Black Mass è racchiuso in questi tre aggettivi e mette in mostra la sorprendente interpretazione di Johnny Depp. Difatti l’attore, dopo aver messo in discussione la sua carriera (in fase discendente) con prove attoriali deludenti, in Black Mass, facendo leva sulla sua innata predisposizione al trasformismo, si risolleva e dimostra un insospettabile controllo recitativo. Sicuramente gli viene in aiuto la natura del personaggio interpretato (schivo, distaccato, quasi invisibile agli occhi degli estranei), ma il salto di qualità è tutta farina del suo sacco.

Per il resto Black Mass si fa apprezzare per la narrazione asciutta (che ripercorre vent’anni di carriera criminale nel Southie di Boston) e per il deciso stile registico di Cooper. Insomma si è decisamente di fronte a una pellicola prevedibile e spietata, che però intrattiene e informa a dovere; un prodotto che si attiene alla Storia per poter scavare (non troppo a fondo) nella brutale psicologia del criminale che nel 2007 era secondo nella classifica dei più ricercati dall’FBI. Ed è questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce lo spettatore, oltre naturalmente al rapporto esclusivo che Bulger aveva con l’FBI.

Padrino che condanna (chi parla o tradisce, muore) e che appare misterioso, Bulger è il protagonista assoluto di una pellicola che si lascia Boston sullo sfondo e si tramuta progressivamente in una narrazione quasi documentaristica.

Uscita al cinema: 8 ottobre 2015

Voto: ***

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