Dove eravamo rimasti di Jonathan Demme: la recensione

Ricki_onesheet_data a settembreConvenzionale, ma con una Streep in questa forma…

Commedia drammatica familiare, Dove eravamo rimasti conferma l’enorme talento di Meryl Streep (trasformista estrema a proprio agio in qualsiasi ruolo), la bravura di una sceneggiatrice come Diablo Cody e il talento registico di Jonathan Demme, direttore d’orchestra di un ensemble preciso e puntuale.

Ricki è la frontwoman di una band rock che entusiasma un non foltissimo pubblico di un pub di Los Angeles. Non è più giovanissima e, per inseguire il suo sogno musicale, ha abbandonato marito e figli. Tuttavia l’ex marito la chiama perché la figlia Julie si è separata dal novello sposo. Di conseguenza Ricki dovrà fare ritorno a casa e l’incontro con l’ormai cresciuta prole avrà luci e ombre.

Di storie come questa se ne vedono a bizzeffe al cinema: il personaggio border line che deve fare i conti con il proprio passato e con la sua voglia di riscatto, solitamente molto difficile da raggiugere. Tuttavia le vicende come questa sono destinate a trovare una via d’uscita, una scappatoia che porta al lieto fine, non importa che sia dolce amaro. Dove eravamo rimasti è una pellicola di questo tipo, che se mal accompagnata e amalgamata rischia di ostentare stucchevolezza a non finire. Diversamente Dove eravamo rimasti, grazie all’apporto registico di Demme e quello attoriale di Meryl Streep, riesce a portare a termine il compito con composta malinconia. Perché il personaggio interpretato dalla Streep (madre inadeguata, al di sopra delle righe e orgogliosa di esserlo) è una rocker con un sogno nel cassetto, che ha abbandonato tutto (famiglia e affetti) e che è contraddistinta da un’ironica malinconia. Caratteristica che le appiccica addosso la sceneggiatrice Diablo Cody, abituata a costruire personaggi dolcemente con le spalle al muro.

Dove eravamo rimasti scorre in modo lodevole per l’intera durata ed esibisce una colonna sonora caratterizzata da un rock melodioso. Non importa se la vicenda familiare è riconoscibile, quasi al limite del convenzionale per il cinema, Dove eravamo rimasti è una pellicola compiuta, nella quale rimorsi e seconde possibilità si palesano puntualmente. Un prodotto divertente, intelligente e, a tratti, lievemente commovente, che sa intrattenere con leggerezza e che mostra i muscoli nel momento in cui il ritmo cala e qualche imperfezione si fa largo. Infatti Demme per ovviare a qualche buco di sceneggiatura opta per il one woman show della Streep, indiavolata come non mai su un palco di un piccolo pub di Los Angeles. E, pur sembrando incredibile, anche stavolta è convincente.

Uscita al cinema: 10 settembre 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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