Non essere cattivo di Claudio Caligari: la recensione

non-essere-cattivo-posterIl testamento di Caligari è un sentimento di rivalsa in periferia

Ultimo film diretto da Claudio Caligari, Non essere cattivo è un dramma pregno di tragicomicità, immerso in un’Ostia di metà anni Novanta priva di opportunità, nella quale Vittorio e Cesare (due amici d’infanzia) provano disperatamente a ritagliarsi un angolo di cielo.

Vittorio e Cesare si conoscono da una vita. Cresciuti in un quartiere degradato, campano di espedienti, si drogano e si azzuffano con altri sbandati. A casa Cesare ha una madre e una nipotina malata, a cui è morta la madre di Aids. Vittorio invece quando incontra Linda vede in lei la possibilità di costruire una vita normale. Vittorio comincia a lavorare e cerca di coinvolgere Cesare, ma pare che non ci sia nulla da fare e la situazione non migliora quando Cesare si mette insieme a Viviana, un’altra sbandata.

Un forte pugno allo stomaco. È questo ciò che lascia impresso la pellicola postuma di Caligari. L’ambientazione, il rapporto fraterno tra i due protagonisti (tra cui spicca l’immensa interpretazione del trasformista Luca Marinelli), la droga e la vita notturna; tutto ciò contribuisce alla riuscita di un dramma invidiabile, nel quale lo svolgimento, seppur appaia prevedibile, in realtà possiede un’enorme carica empatica.

Film che pesa i diversi percorsi di Vittorio e Cesare in modo brillante, Non essere cattivo è un’opera sulla necessità di cambiare (ragazza e abitudini, per poi trovare un lavoro) e sulla difficoltà di riuscirci. Immerso in una periferia romana che offre pochissimo, Non essere cattivo colpisce per la linfa vitale in cui è imbevuto, per la rabbia con cui i due ragazzi aggrediscono la vita. Un film che brilla di brutalità “denoatri”, che non lascia scampo e, contemporaneamente, infonde tenerezza e contagiosa voglia di rivalsa. Caligari riporta lo spettatore laddove l’allucinazione di una “bella vita” da poter raggiungere con il minimo sforzo si fa largo: a metà degli anni Novanta in una periferia desolante.

Caligari abbandona il cinema con un film che pulsa ininterrottamente, che indaga l’anima oscura della periferia contemporanea e dell’uomo, che si deve barcamenare tra soldi (che servono sempre), piccola delinquenza e speranze disilluse. Una periferia che non perdona e fagocita tutto quanto, in un folle e realistico turbinio, che alterna visoni psichedeliche a teneri abbracci.

Uscita al cinema: 8 settembre 2015

Voto: ***1/2

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