Sinister 2 di Ciaran Foy: la recensione

Sinister-2-primo-full-trailer-del-sequel-horror-di-Ciaran-Foy-2Rovinare un format a causa di un sequel approsimativo

Sequel del brillante Sinister, Sinister 2 manca di suspense, di terrificante tensione e di reale spavento. Ed è così che un lodevole titolo horror viene, parzialmente, rovinato da un seguito che non doveva nemmeno esistere.

Qualche anno dopo che la famiglia dello scrittore Oswalt è stata brutalmente trucidata, Bughuul,  maligno demone babilonese, torna a infestare la casa di una madre single (con due figli).

Il mistero che aleggiava intorno al maligno Bughuul era di sicuro effetto, le motivazioni che spingevano i bambini a portare a termine un parricidio erano oscure e tali dovevano rimanere. Invece il vile denaro ha portato la Blumhouse Production a realizzare il seguito di Sinister, uno dei migliori horror degli ultimi anni perché costruito in modo coinvolgente grazie a uno stile opprimente, fatalista, claustrofobico. Tuttavia il secondo episodio non possiede le caratteristiche del predecessore e stecca su tutta la linea, mettendo in luce una vicenda priva di mordente, di carattere e che si è limitata a seguire le linee guida del moderno horror privo di attrattiva. È questo il peccato più grande di un film che scansa l’autoriflessione di genere (quasi metacinematografica), che abbandona l’ambientazione spettrale e abbraccia un’ordinaria messa in scena, corroborata da spiegazioni precise e puntuali e da qualche improvviso rumore ambientale. Infatti la scelta di affidare la maggior parte dello svolgimento ai ragazzi (i fratelli protagonisti e gli “scagnozzi” di Bughuul) non inquieta e non terrorizza. Anche la costruzione degli spaventi è ampiamente insufficiente e si piega alla convenzionalità.

Sinister 2 non spaventa ed evita la riflessione, è un prodotto insufficiente in ogni reparto tecnico e narrativo, che lascia l’amaro in bocca e non sbanca il botteghino. Ridondante nel suo incedere lento e borioso, il film diretto da Foy (con Derrickson alla sceneggiatura, regista del primo) fatica a spiccare il volo, a causa di uno script fiacco e malamente assemblato. Un “non incubo”, che cancella con una vigorosa passata di spugna ciò che di buono era evidente in Sinister (la costruzione della minaccia, la sensazione di costante apprensione, il non sapere cosa si nasconda dietro il prossimo angolo), un film che aveva messo sotto la lente d’ingrandimento Derrickson, regista in grado di terrorizzare con stile e raffinatezza. Diversamente Sinister 2 ha preferito fare leva su qualche spavento preventivato e su un approccio decisamente più morbido, che fa rilassare lo spettatore in poltrona piuttosto che farlo immedesimare.

Uscita al cinema: 3 settembre 2015

Voto: *

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