Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie: la recensione

Operazione_UNCLE_Poster_Ufficiale_Italiano_01_midUn pizzico di Bond è ciò che serve per dare brio e vitalità

Ultimo prodotto diretto da Guy Ritchie, Operazione U.N.C.L.E. serve al pubblico seduto in sala un ritmo accattivante e spie d’altri tempi. Un buon connubio che sdoppia la figura dell’agente segreto macho e ammaliante per un intrattenimento di considerevole fattura.

Durante la Guerra Fredda le due fazioni rivali (Stati Uniti e Unione Sovietica) sono costrette a mettere da parte le ostilità e allearsi per sconfiggere una misteriosa organizzazione criminale. I due agenti segreti (Napoleon Solo e Ilya Kuryakin) hanno un unico aggancio: la figlia di uno scienziato tedesco scomparso, esperto nella costruzione di ordigni nucleari.

Reduce dall’esperienza di Sherlock Holmes, il regista britannico in quest’ultima pellicola non si affida esclusivamente a una figura carismatica (come quella dell’investigatore di Baker Street), ma la divide in due presentando al pubblico un’inedita versione della Guerra Fredda, nella quale il comune intento di due superpotenze rivali oltrepassa gli ordini e persegue una rispettosa collaborazione. Pregno d’ironia e intrattenimento, Operazione U.N.C.L.E. conferma il talento del regista e la sua passione per vicende intricate, nelle quali il doppiogioco e l’ellisse narrativa divengono i protagonisti assoluti. E non è un caso che nella filmografia del cineasta ci siano numerosi esempi di questa tipologia di cinema, laddove i due Sherlock Holmes sono degli ideali manifesti. Eppure in Operazione U.N.C.L.E. si respira l’aria di una precedente pellicola (Snatch), che ostentava una predilezione per i dettagli e per il finale a sorpresa.

Giocato sulle continue e divertenti interazioni tra i due protagonisti (Henry Cavill e Armie Hammer, due attori che in questo film spendono le proprie forze per costruire una chimica recitativa equilibrata), Operazione U.N.C.L.E. esibisce un’ambientazione estremamente aderente agli anni sessanta (l’Italia del boom economico) e una colonna sonora di richiamo, che sostiene adeguatamente una sceneggiatura ben scritta e con un ritmo accattivante.

Ispirato all’omonima serie tv degli anni sessanta, il prodotto diretto da Ritchie è un colorato e divertente film di genere, nel quale i cattivi lasciano spazio ai notevolmente più carismatici protagonisti, agenti segreti diversamente convenzionali che devono districarsi in un’ingarbugliata vicenda dall’avvincente doppiogioco. In loro aiuto giunge l’apporto recitativo di Alicia Vikander, attrice che si fa apprezzare per la sua versatilità e presenza scenica.

In conclusione si può facilmente affermare che Operazione U.N.C.L.E. è un intrattenimento con numerosi pregi e che si lascia guardare con crescente interesse. Insomma con Guy Ritchie il divertimento è assicurato.

Uscita al cinema: 2 settembre 2015

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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2 pensieri su “Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie: la recensione

  1. Bellissima recensione!
    Mi hai letteralmente conquistato… tra l’altro adoro praticamente tutta la filmografia di Ritchie e questo era chiaramente uno di quei film attendevo per quest’anno ma non sono ancora riuscito a vederlo…
    Grazie del bellissimo articolo.

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