L’A.S.S.O. nella manica di Ari Sandel: la recensione

Asso-nella-manica-poster-SAC-ok2 amiche belle e una brutta, al cinema diventa legge

Teen movie diverso dai soliti,  L’A.S.S.O. nella manica presenta una protagonista brillante e sveglia, che si distingue dagli standard di adolescenti schiavi dei social dell’universo moderno. Il film diretto da Ari Sandel esibisce la rivincita degli invisibili, con la consueta dinamica alla My Fair Lady.

Tutto scorre liscio nella vita di Bianca, fino a quando non scopre di essere l’A.S.S.O. (Amica Sfigata Strategicamente Oscena) delle sue amiche, ovvero colei che tutti usano per ottenere informazioni sulle altre. Bianca decide di uscire da questa dimensione e si affida al suo ex-amico d’infanzia Wesley, il popolare capitano della squadra di football del liceo.

Pellicola che sfrutta a suo favore gli stereotipi del genere teen movie, L’A.S.S.O. nella manica stupisce positivamente per il suo equilibrio, per il suo andamento altalenante che alterna necessarie banalità e tagliente ironia. Difatti il film diretto da Ari Sandel ha nell’esuberante e maldestramente comica Mae Whitman il suo elemento migliore, una protagonista in grado di risalire la scala sociale con semplicità e simpatia.

Come già anticipato gli stereotipi del genere ci sono e sono innumerevoli, ma stavolta vengono utilizzati per raccontare una parabola dei mutamenti sociali, un cambiamento all’interno del genere che, seppur legato a doppio filo a una rigida impostazione narrativa, ha dovuto andare incontro a numerosi variazioni sul tema. Infatti il protagonista-tipo di questi film, pur perseguendo un canovaccio riconoscibile e, a tratti, banale, ha attraversato delle mutazioni generazionali che hanno avuto inizio negli anni 80. L’A.S.S.O. nella manica è figlio di una generazione social, nella quale le ragazze più popolari tengono un vlog della loro vita e aspirano a partecipare a un reality una volta cresciute. Sono lontani i giorni in cui la popolarità si misurava con la bellezza, la sfacciataggine, la presunzione e il ballo di fine anno. Ora sono solamente accessori privi di una reale importanza, ora bisogna essere delle vip sul web 2.0.

Tuttavia la protagonista non aspira a tutto ciò: non vuole essere un modello, ne tantomeno una bellezza mozzafiato. L’unica etichetta che vuole staccarsi di dosso è quella dell’invisibilità a livello umano. In suo aiuto giungerà il “principe azzurro” della porta accanto, il capitano della squadra di football con molto più sale in zucca di quanto l’apparenza possa far credere.

Strutturalmente rigido, ma portatore di qualche trovata interessante (non demenziale, ma intelligentemente comica), L’A.S.S.O. nella manica è un film stimolante e scorrevole, che non lancia una vera e propria sfida al genere, ma ne riscrive qualche regola di base. Una pellicola di piacevole fattura, che si apprezza molto di più di numerosi film per famiglie.

Uscita al cinema: 19 luglio 2015

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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