Pixels di Chris Columbus: la recensione

pixels-prime-locandine-ufficiali-del-film-con-adam-sandler-1Nerd, eroi per caso grazie alla passione per una manopola e tre tasti

Blockbuster nostalgico per la generazione anni 80, Pixels è un buon intrattenimento visivo, un’avventura scorrevole che, a volte, perde troppo tempo fossilizzandosi sul personaggio interpretato da Adam Sandler, ovvero la figura di spicco di un gruppo di nerd alla ricerca della propria rivincita.

La vita di Sam Brenner è stata condizionata da quando, nel 1982, ha perso il campionato mondiale di videogiochi. La registrazione di quell’evento è stato inviata nello spazio dalla NASA e recepita da una razza aliena, che ha considerato quella registrazione una dichiarazione di guerra. Dopo 33 anni gli alieni giungono sulla Terra e sfidano gli umani con delle versioni reali di quei gloriosi videogame.

In Armageddon veniva assoldato un gruppo di trivellatori petroliferi per fare un profondo buco su un asteroide che si sta dirigendo verso la Terra. In Pixels gli alieni invadono il pianeta sotto forma di classici videogiochi anni 80 e per sconfiggerli vengono chiamati degli “smanettoni” da sala giochi, ex “campioni del mondo” di Pac Man, Donkey Kong, Galaga e Centipede, solo per citarne alcuni. Chris Columbus dirige la rivincita dei nerd e contemporaneamente realizza un film nostalgico e malinconico. Tuttavia ci si attendeva qualcosa di più coinvolgente, maggiormente strutturato e meno semplicistico dal punto di vista narrativo. Difatti sembra che le battaglie con gli alieni siano dei momenti slegati dal resto della pellicola, che si concentra eccessivamente sulla figura di Sam Brenner (Adam Sandler), che vive una sensazione di inadeguatezza dal giorno in cui ha perso la convinzione di poter diventare qualcuno nella vita. E mentre il suo migliore amico diviene il Presidente degli Stati Uniti e il mondo intorno a lui matura, Sam vive nel passato e svolge il suo lavoro di tecnico installatore con pigrizia e malessere.

L’idea di riportare in auge i videogiochi di una volta in modo assolutamente non convenzionale è ottima, stimolante (e tratta da un omonimo cortometraggio francese del 2010), tuttavia si ha l’impressione che Pixels giri a vuoto in più di un’occasione. Un goliardico intrattenimento che avrebbe le possibilità di diventare un sicuro cult, eppure le spreca a causa della mancanza di ritmo e di entusiasmo. Vedere sullo schermo personaggi come Pac Man e riconoscerne lo schema di gioco originale dovrebbero provocare febbrile allegria, un recupero di un passato appassionante fatto di incontri alla sala giochi, vita sociale e eroi del quotidiano. Invece tutta questa magia si perde in modo progressivo e si sbriciola in un numero considerevole di pixel sullo schermo cinematografico.

La curiosità era tanta ed è stata parzialmente disattesa perché questo film invece che elevare i classici a veri protagonisti della pellicola, finisce per relegarli a brevi sequenze diversamente coinvolgenti (a parte quella con protagonista Pac Man). Insomma l’ideale sarebbe stato realizzare un prodotto sulla falsariga di un videogioco anni 80, proprio come ha fatto Edgar Wright in Scott Pilgrim vs. the World (un cult della cinematografia nerd). Pixels non è nulla di eccezionale, ma si lascia guardare, perlomeno per capire come finirà l’epica battaglia umani vs. alieni, al meglio della tre “vite”.

Uscita al cinema: 29 luglio 2015

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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