Spy di Paul Feig: la recensione

50901Donne al potere…nei film e nel lavoro!

Commedia leggera e parodistica, Spy si burla del genere spionistico e trova in Melissa McCarthy l’interprete ideale. Diretto da Paul Feig, Spy è un intrattenimento goliardico, una boutade che gira l’Europa e appare un pelo fine a se stessa.

Susan Cooper è un’agente della CIA relegata dietro a un computer, destinata a guidare la spia Bradley Fine. In una missione Fine viene scoperto e ucciso da Rayna Boyanova. Da quel momento Susan entra in azione per avvicinare la pericolosa Rayna.

Paul Feig ha cominciato a riformulare il concetto di commedia americana, mettendo al centro del progetto la donna. E dopo Le amiche della sposa e Corpi da reato prosegue nella sua operazione, esibendo una pellicola d’azione, nella quale la protagonista assoluta è Melissa McCarthy, nei panni di un’impiegata (intelligente e qualificata) della CIA, che si vede trascinata in missioni di spionaggio e controspionaggio. Le apparenze ingannano in Spy, difatti se il poster del film mette in primo piano due attori del calibro di Jason Statham e Jude Law, tutto ciò si ribalta all’interno della pellicola e dimostra quanto l’abito non faccia il monaco. Impacciata e, apparentemente, goffa, la protagonista di Spy sbandiera competenze, ironia e intelligenza, in barba al maschilismo che vuole gli uomini più adatti al lavoro di spia.

Spy è lodevole per la scorrevolezza e il ritmo, ma nonostante ciò appare come un intrattenimento fine a se stesso, che a volte incespica in situazioni ridicole e giocate su una comicità dialettica che non buca lo schermo. Meno demenziale e scorretto del successo di qualche stagione addietro Le amiche della sposa, Spy ha l’indubbio merito di fare leva su una comicità fisica e trova nella Mccarthy l’interprete ideale. Nel mentre, dietro le quinte, Statham e Law sono i comprimari di un progetto tutto al femminile, che vede anche Rose Byrne (l’irritante e scontrosa villain del film) ritagliarsi uno spazio considerevole.

In attesa del terzo episodio di Ghostbusters, diretto da Feig e quindi per l’occasione tutto al femminile, il pubblico si diverte con una commedia di buona fattura, che destabilizza il genere e i suoi codici distintivi. Nulla di eccezionale, ma sicuramente un intrattenimento gioviale d’estate inoltrata. 

Uscita al cinema: 15 luglio 2015

Voto: **

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