Louisiana di Roberto Minervini: la recensione

cover1300L’America sporca, desolante e invasata

Minervini (l’italiano texano) realizza un brillante esempio di realismo. Un documentario che racconta al pubblico un’America desolante e disgraziata, che lancia invettive e si sente abbandonata. Nel mentre scalda una dose e si buca per l’ennesima volta.

Ciò che salta all’occhio vividamente, assaporando la pellicola diretta da Roberto Minervini, è la dolcezza con cui il regista tratteggia il quotidiano delle figure che immortala. E’ una dolcezza strana, emozionale e straniante. Perché Minervini pare abbia la capacità di catturare il lato commovente (non patetico) di un gruppo di persone che si mette a nudo (drogati e ubriachi), ma che sostanzialmente indispone perché riempie le proprie giornate di parole senza concludere nulla. Minervini con la sua macchina da presa li racconta, li pedina e li mostra, una sorta di “favola” popolare narrata con distacco emozionale, senza giudizio o partecipazione.

Il pubblico si ritrova a osservare un film costruito con maestria, un prodotto che fotografa un contesto e non si priva di nulla. Una pellicola che si concentra su una famiglia per raccontare un tessuto sociale marcio, che dopo aver auspicato l’elezione di un Presidente degli Stati Uniti donna (Hillary Clinton è il nome più gettonato) e aver maledetto Obama per l’ennesima volta, apre la centesima birra o scalda l’ultima dose della giornata. Louisiana promette di mostrare tutto e non disattende le promesse. E laddove la morte sembra la dolce e inevitabile fine, Minervini interrompe il suo reportage e cambia soggetto: un gruppo di ragazzi affezionato alle armi si appresta a festeggiare il 4 luglio. E qui lo stile, pur rimanendo lo stesso, si affina, continua a non giudicare (Minervini predilige mostrare e lasciare al pubblico ogni tipo di valutazione), ma mostra delle persone che sono lucide e credono in ciò che dicono. Ed è proprio qui che la mentalità statunitense emerge, straborda e invade tutto quanto. Le invettive nei confronti di Obama non cambiano, ma ciò che muta è la fermezza, perché se Mark e la sua famiglia appaiono dei disperati che, per lo più, si ritrovano a inveire senza senno, i ragazzi che rivendicano il loro diritto di difendere la patria e la famiglia scioccano e spaventano. Una paranoia distruttiva, che trova sfogo nella devastazione di un’auto, bruciata e abbandonata al tramonto.

Pellicola presentata a Cannes 68, nella sezione Un Certain Regard, Louisiana è un brillante trattato sull’altra America, quella che quando viene mostrata sullo schermo cinematografico fa sempre impressione, ma appare spesso un pelo costruita a tavolino. Diversamente Minervini si prefigge l’obiettivo di rappresentare la realtà; non importa se questa sia dura, brutale o scioccante, il regista italo-americano la insegue e la immortala con uno stile istintivo e primordiale.

Uscita al cinema: 28 maggio 2015

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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