The Tribe di Myroslav Slaboshpytskiy: la recensione

75d71762d166a68dc9700daa53485b50Un esperimento destinato a rimanere impresso

Film presentato a Cannes 67 (dove ha ottenuto numerosi consensi dalla critica), The Tribe è sconvolgente, scostante e scioccante. Un prodotto che colpisce lo spettatore e che si fissa indelebilmente nella sua mente.

Sergey, giovane sordomuto, arriva in un istituto dove resterà a lungo. Qui viene immediatamente sottoposto a violenti rituali d’iniziazione da un gruppo che detta legge all’interno dell’edificio. Le due ragazze più appariscenti vengono fatte prostituire e Sergey si innamora di una delle due, che, nel mentre, sta riempiendo i moduli per raggiungere l’Italia.

Recensire la pellicola diretta da Slaboshpytskiy è estremamente difficile perché si rischia di raccontare qualcosa che si vorrebbe tenere ben nascosto al pubblico seduto in sala. Inoltre The Tribe è uno di quei film ardui da approcciare perché è profondamente legato agli esplosivi sentimenti che provoca nel fruitore. La vicenda è semplice ed è resa volontariamente elementare perché l’autore ucraino sceglie uno stile senza parole, sottotitoli e voice over. Il tutto è lasciato all’interpretazione, all’espressività dei giovani attori sordomuti e ai dettagli (rumori ambientali e non), unici strumenti (insieme alle azioni reiterate e fortemente sottolineate) che il pubblico possiede per arrivare in fondo alla visione e sconvolgersi.

The Tribe è un’esperienza straniante, ribalta i punti di vista e richiede una concentrazione massima a chiunque si avvicini a questa pellicola. Tuttavia la storia scivola in modo scorrevole fino alla conclusione, evitando ogni qualsivoglia fraintendimento. E si rimane scioccati da una pellicola di tale forza espressiva, che lascia a bocca aperta e che permette un totale coinvolgimento, una totale immersione nell’istituto rappresentato in modo desolante e nel quotidiano dei caratteri forti (brillantemente delineati) di tutti i protagonisti.

Esperimento pienamente riuscito, nel quale anche l’inutilità apparente di alcune sequenze è funzionale alla costruzione dell’intera vicenda, The Tribe ha il pregio di far proprio in modo unico l’elemento primordiale del cinema stesso (l’immagine) e di estremizzarlo. Perché per poter vivere appieno il film diretto da Slaboshpytskiy bisogna necessariamente ribaltare il proprio punto di vista e lasciarsi trasportare da un’esperienza cruda, violenta e concreta. The Tribe è un pugno nello stomaco che rimane ben impresso; difficile da dimenticare e da vivere.

Uscita al cinema: 28 maggio 2015

Voto: ****

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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