Le streghe son tornate di Alex De la Iglesia: la recensione

50291A Zugarramurdi, la Salem spagnola, viene messa in scena la guerra dei sessi in salsa De la Iglesia

Allegorico, grottesco e irriverente; il cinema di De la Iglesia è la miscela esplosiva di queste componenti. Le streghe son tornate non fa difetto e ha l’interesse di disquisire su un argomento banale (la guerra tra i sessi), facendo leva sul personalissimo sguardo del regista basco.

Josè, divorziato e incallito disoccupato, decide di far svoltare la propria vita rapinando un Compro Oro nel centro di Barcellona, portandosi appresso il figlio che vede raramente. In fuga dalle autorità, Josè (con il suo complice, un autista di taxi e un ostaggio) cerca di espatriare in Francia. L’ultimo paese prima del confine è Zugarramurdi, teatro di un clamoroso caso di stregoneria.

De la Iglesia lo si ricorda, soprattutto, per il suo allegorico trattato franchista Ballata dell’odio e dell’amore (vincitore del Leone d’argento a Venezia 67) e, nonostante le forzature sceniche (che avevano causato qualche perplessità), è indubbia la capacità di De la Iglesia di esibire un linguaggio filmico irriverente, spiazzante e innovativo. Con Le streghe son tornate si può dire che produce il medesimo effetto, costruendo dialoghi surreali, un’atmosfera horror (genere nel quale non sfocia mai in modo esagerato) e una narrazione vibrante e ritmata. De la Iglesia rifugge i canoni prestabiliti e consegna al pubblico un film che ha tutte le carte in regola per divenire un cult. Tuttavia Le streghe son tornate è perennemente in bilico sul sottile filo della parodia, dell’esagerazione estetica che raggiunge (senza compromessi) appagamenti visivi autoreferenziali, che sporadicamente fanno perdere il significato del messaggio e la costruzione dello stesso. È questa esagerazione d’intenti (lo spettatore scena dopo scena non sa mai cosa aspettarsi) a far perdere la bussola al suo autore, che pare mettere in scena il prodotto completo in ogni sua parte, per poi incappare in qualche eccesso mal digerito.

Nonostante ciò Le streghe son tornate, mischiando i generi ed esibendo una fotografia fumettistica, contiene tutti quegli elementi del cinema d’intrattenimento d’autore, che perpetra la vendetta femminista nei confronti dell’uomo irresponsabile. Difatti Le streghe son tornate è cinema nel quale la guerra dei sessi viene esasperata e diviene un prodotto convincente, utile per misurare la visione del presente da parte del regista. Permeato da azione, umorismo, sangue e sesso, Le streghe son tornate appare come un marchingegno accurato, nel quale il pensiero di De la Iglesia è puntuale e giustapposto tra una sequenza e l’altra.

Cinema potente e attrattivo, Le streghe son tornate è diretto e possiede la capacità di rendere succoso un tema banale (la battaglia dei sessi) e sfruttato in numerose occasioni. Seppur la pellicola appaia meno simbolica di Ballata dell’odio e dell’amore, Le streghe son tornate coinvolge e convince senza compromessi o scorciatoie narrative.

Uscita al cinema: 30 aprile 2015

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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