Se Dio vuole di Edoardo Falcone: la recensione

1La buona novella di Falcone

Commedia spensierata, umoristica e intelligente, Se Dio vuole è la pellicola d’esordio di Falcone (già sceneggiatore di A Natale mi sposo, Matrimonio a Parigi, Mai stati uniti e Un matrimonio da favola, insomma non prodotti eccellenti). Le premesse, a causa della presenza come sceneggiatore di Martani (affiliato di Brizzi), non erano le migliori e facevano presagire un prodotto sterile  che avrebbe fatto leva sui buoni sentimenti e i luoghi comuni. Eppure Se Dio vuole scansa la prevedibilità e si rivela un film interessante, che fa riflettere e intrattiene al tempo stesso.

Tommaso è un cardiochirurgo affermato. E’ sposato con Carla (casalinga repressa) e ha due figli: Andrea (ragazzo chiuso in se stesso) e Bianca (svampita nullafacente), a sua volta sposata con Gianni, un coatto agente immobiliare. Tuttavia l’equilibrio della famiglia viene rotto dalla decisione di Andrea di entrare in seminario. Tommaso, sconvolto perché ateo uomo di scienza, cerca di capire chi ha indottrinato Andrea e incontra Don Pietro, un sacerdote molto particolare.

Fede, tolleranza e rispetto sono alla base di questo film. Perché esibendo una vicenda che non sfocia nella parodia, ma che preferisce rimanere aderente alla realtà, ostenta un intreccio di sicuro umorismo intelligente. Questo è Se Dio vuole, una pellicola che ha l’ambizione di muoversi su di un campo minato, ma che riesce ad avere le carte in regola per non scivolare nel mero macchiettismo. Il rischio era quello di inciampare nella voglia di costruire personaggi finti e di debole delineazione. Invece Se Dio vuole mette di fronte l’uomo di fede (“sui generis”) e l’uomo di scienza,  dando un adeguato spazio a entrambi i personaggi ed evitando di far sopravanzare le ragioni di uno sull’altro. Edoardo Falcone non ha l’interesse di realizzare un film di conversione forzata; piuttosto preferisce dare uno sguardo più trasversale e meno conservatore, nel quale l’uomo è più importante dell’abito che indossa (non importa che questo sia talare o un camice). Il tutto è possibile grazie alla delineazione del personaggio interpretato da Alessandro Gassman, un prete con un passato burrascoso, atipico dispensatore della buona novella a un pubblico giovane e ricettivo.

Prodotto che scorre fluidamente tra una messinscena e un dialogo sincero, Se Dio vuole si dimostra in grado di coinvolgere il pubblico e far redimere un dottore troppo pieno di sé e adagiato sulle proprie convinzioni. Difatti la scelta del figlio (anacronistica e difficilmente digeribile per un uomo di scienza) diviene un pretesto per raccontare altro con estrema genuinità. Il regista Falcone, attorniatosi di un cast (Giallini, Gassman e Laura Morante) che sguazza a meraviglia in prodotti così spensierati ma che celano una profondità insospettabile, riesce a realizzare un film incredibilmente lieve e che, sorprendentemente, non scivola nel macchiettismo parodistico.

Uscita al cinema: 9 aprile 2015

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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