La prima volta (di mia figlia) di Riccardo Rossi: la recensione

la_prima_volta_di_mia_figlia_posterLa tavola (quadrata) delle prime volte

Opera prima dell’attore Riccardo Rossi, La prima volta (di mia figlia) è un film che lascia il tempo che trova. Un prodotto statico, immobile, che pesca a piene mani dal cinema di Brizzi, non possedendone però la giusta carica d’intrattenimento.

Il dottor Alberto Santini è un uomo ordinario e meticoloso. Il suo lavoro esige professionalità e rigidità e il suo unico amore è la figlia Bianca. Un giorno, involontariamente (?), legge il diario della figlia e scopre che sta seriamente pensando di fare sesso per la prima volta. Colto dal panico, Alberto organizza una cena con la sua amica ginecologa per convincere la figlia a non correre un rischio così elevato.

Riccardo Rossi, navigato intrattenitore dei salotti di cucina e, sporadicamente, attore di pellicole di dubbio interesse, si mette dietro la macchina da presa e si cimenta con un prodotto che lascia molto perplessi. È questa l’impressione finale di una pellicola che in modo semplicistico snocciola prime volte e che tenta di comprendere, e far comprendere allo spettatore, le scelte di un adolescente che si misura per la prima volta con il sesso. Il tutto nasce dal gesto sconsiderato di un padre apprensivo, metodico e ordinario: leggere il diario della figlia. Ed è qui che si snoda la pellicola diretta da Rossi, un prodotto che si siede a tavola e non si muove più da lì perché non ne ha l’interesse.

Popolato da personaggi poco caratterizzati, La prima volta (di mia figlia) è l’esordio deludente di un regista che ha per le mani un progetto esile e di difficile stravolgimento. Difatti la convenzionalità che si aggroviglia attorno al film non gli permette di respirare e consegna allo spettatore un prodotto moralista, che viene debitamente accompagnato dall’immancabile tirata morale nella quale il padre (indifeso e messo con le spalle al muro) si racconta a cuore aperto e ammette di aver sbagliato.

Il nodo centrale di La prima volta (di mia figlia) non lascia spazio ad altri sviluppi e l’unico tentativo di uscire fuori dal seminato (gli ammiccamenti tra il dottore Alberto e la collega Irene) non regge e scivola via senza colpo ferire. Insomma La prima volta (di mia figlia) lascia parecchio a desiderare e non tradisce le aspettative; le prime volte, ricordate con disincanto, vengono accatastate una sopra l’altra senza interesse, abbandonate in un angolo buio dei ricordi. Proprio come questo film.

Uscita al cinema: 19 marzo 2015

Voto: *

Leggi la recensione anche su Persinsala

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...