Kingsman – Secret Service di Matthew Vaughn: la recensione

kingsman-the-secret-service-nuovo-trailer-e-5-poster-dell-action-thriller-con-colin-firth-4James Bond 2.0

Il cinema di Matthew Vaughn, al contrario dei suoi surrogati (tipo Kick-Ass 2), è divertimento allo stato puro, un ottovolante che spinge sul pedale dell’acceleratore come non mai. E il pubblico ricambia con partecipazione.

L’agente Lancillotto perde la vita in una missione di guerra. Il suo capo Galahad, che deve a Lancillotto la sua vita, per sdebitarsi si reca a casa del defunto e dà al figlio una medaglia e un numero di telefono. Diciassette anni dopo Eggsy, che si è messo nei guai con dei delinquenti, comporrà quel numero. Si presenterà Galahad pronto a offrirgli una nuova vita. Una vita da Kingsman.

Citazionista dalle tinte giocose, Kingsman – Secret Service ha tutte le carte in regola per farsi prodotto accettabile e di sicuro plauso. Infatti il film diretto dal regista pop ed eccessivo Matthew Vaughn prende in prestito tutti i classici stilemi del genere spy per rivalutarli, svecchiarli e, apparentemente, rivoluzionarli. Perché in fin dei conti Kingsman – Secret Service non è un prodotto completamente rivoluzionario, ma semplicemente un’opera che attualizza i servizi segreti, non lesinando in efferata violenza e in divertimento visivo e dialettico. Tutto ciò è la rappresentazione del cinema di Vaughn, che in Kingsman – Secret Service lavora molto più a briglia sciolta, costruendo un film d’iniziazione nel quale l’“abito non fa il monaco” ed è elemento di transizione.

Contraddistinto da lanci senza paracadute, sangue a volontà e cattivi dall’abbigliamento giovanile, Kingsman – Secret Service è puro cinema d’attrazione, un circo acrobatico che omaggia il cinema di genere, rendendolo meno patinato e serioso. E solo in un film come questo l’aplomb di Colin Firth poteva divenire una riuscita maschera, che cela in realtà una violenza controllata, ma esplosiva.

Laddove Kick-Ass aveva aperto le porte al supereroe qualunque, privo di talenti eccezionali ma dotato solo di ingenuo coraggio, Kingsman – Secret Service volge il suo sguardo in direzione del genere spy e mostra al pubblico una variazione sul tema accettabile e coinvolgente. Kingsman – Secret Service è puro divertimento e ostenta una costruzione narrativa brillante, che procede per stazioni senza mai scadere nella mera convenzionalità.

Ormai divenuto un autore anticonvenzionale che omaggia i generi, sprigionando un’autentica dose di follia e di irrealismo estremo, Vaughn dimostra con Kingsman – Secret Service di aver mantenuto intatto negli anni un sense of humour invidiabile e un innato dono: quello di conoscere appieno il cinema e di declinarlo in modo assolutamente personale.

Uscita al cinema: 25 febbraio 2015

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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