Cinquanta sfumature di grigio di Sam Taylor-Johnson: la recensione

CinquantaSfumature_Poster_BacioAscensore.jpg-2Scudisciate e romanticismo in 120 minuti di inutilità

Tratto dal bestseller monstre scritto da E.L. James (che è anche, casualmente, produttrice del film), Cinquanta sfumature di grigio è un prodotto noioso e privo di ritmo, una pellicola nella quale la curiosità è figlia del voyeurismo spiccio, che la regista Sam Taylor-Johnson cavalca in modo grottesco.

Anastasia Steele è una studentessa prossima alla laurea. Per sostituire l’amica Kate, va a intervistare  Christian Grey, amministratore delegato dell’omonima holding. Se ne innamora a prima vista ed è visibilmente ricambiata, ma Christian è un personaggio particolare. Lui è un sadico dominante e il loro rapporto deve sottostare a patti precisi, che prevedono che Anastasia accetti di essere la sua sottomessa.

Chi si aspettava il film provocatorio, spinto ed erotico verrà ben presto disilluso. Cinquanta sfumature di grigio è una pellicola dall’apparato romantico, che lascia molto a desiderare e non riesce a sostenere adeguatamente quella declamata tensione sessuale e carnale, che palpitava nelle pagine del romanzo. Sia ben chiaro: il libro omonimo non era un capolavoro, ma semplicemente un “Harmony” che spingeva sul tasto della perversione e delle recondite pulsioni dei lettori. E se lo stesso romanzo non è granché, altrettanto ci si deve aspettare dalla pellicola, che avvicina i due personaggi e fa vivere a loro una storia “d’amore” apparentemente diversa dalle stucchevoli liaison adolescenziali solo perché giocata sull’estremismo sessuale.

Cinquanta sfumature di grigio è, in fin dei conti, un qualunque film romantico in cui l’animo tormentato e superficialmente indistruttibile del “bello, ricco e magnetico” Mr. Grey si scontra con la necessità di normalità e la candida semplicità dell’ingenua Anastasia. E’ sugli opposti punti di vista che si consuma la pellicola diretta da Sam Taylor-Johnson, un film che mette in fila qualche scambio dialettico banale, sguardi basiti, mancanza di espressività recitativa e gemiti in sottofondo distribuiti sull’intera durata della pellicola.

Tuttavia ciò che proprio non convince è la costruzione del film, che si poggia adeguatamente a una fotografia tendente al grigio cielo di Seattle, ma paga dazio quando la storia prende corpo, mantenendo un ritmo basso e uno svolgimento ridondante e tedioso. Difatti l’interesse per la coppia Grey-Anastasia viene sempre meno ed è progressivamente lesivo per la riuscita della pellicola e per i due seguiti già debitamente annunciati. Insomma Cinquanta sfumature di grigio è il prodotto diversamente scandaloso; difatti non basta mostrare nudità, atteggiamenti spinti e avere un linguaggio, a tratti, ruvido per essere etichettato come scandaloso. Un film classicamente romantico che mette in mostra un amore corrisposto ma difficile da abitare, nel quale desiderio e passione sono stilemi riconoscibili e lievemente più definiti.

Uscita al cinema: 12 febbraio 2015

Voto: *

Leggi la recensione anche su Persinsala

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