Non c’è 2 senza te di Massimo Cappelli: la recensione

50678Moreno era gay…e adesso sta con lei!

Commedia omosessuale eccessivamente convenzionale, Non c’è 2 senza te è stereotipata e costantemente sopra le righe. E nonostante il regista abbia dichiarato che il film tratta argomenti attuali come le coppie di fatto, le adozioni e il matrimonio per le coppie gay, di questi temi non vi è assolutamente traccia.

Moreno è un arredatore narcisista e pieno di sé e Alfonso è il suo compagno. Nel loro collaudato rapporto si insinua dapprima Niccolò, il nipote di Alfonso, che la coppia è costretta a ospitare perché sua madre deve recarsi a Pechino per lavoro. Successivamente sopraggiunge Laura, una cliente di Moreno, della quale lui si invaghisce, nonostante si professi gay al 100%.

Cappelli torna a lavorare con Fabio Troiano e realizza Non c’è 2 senza te, una commedia che esibisce la “coppia di fatto” Troiano – Abbrescia (già visti insieme nel primo film di Checco Zalone), ma che fatica a più riprese a farsi modello umoristico e prodotto di sicuro intrattenimento. Perché la pellicola mostra in modo eccessivo stereotipi e cliché e il rischio, quando si effettua una così accentuata categorizzazione, è quella di etichettare un atteggiamento e, in questo caso, un orientamento sessuale. Tutto ciò non aiuta il film, anzi lo affossa sotto gli svariati eccessi di natura omosessuale, come se tutti i gay fossero “checche isteriche”. E Cappelli non si esime dal delinearli in questo modo, cavalcando senza remore i cliché dei festini con drag queen che cantano a squarciagola Gloria Gaynor, mentre “demonizza” la vicina che li etichetta come degenerati e pervertiti. Tuttavia il buonsenso è sempre dietro l’angolo e anche la dirimpettaia comincerà a ricredersi e ad avvicinarsi alla coppia.

Tutto ciò ruota intorno a una vicenda labile e scricchiolante, che ostenta tre interpretazioni di basso livello (Troiano e Abbrescia li abbiamo visti molto più in forma, mentre Belen fa parte del film esclusivamente per la sua “presenza” scenica) e una struttura narrativa prevedibile ed esasperata. Pellicola macchietistica e osservata attraverso la lente d’ingrandimento del becero maschilismo, Non c’è 2 senza te non possiede le carte in regola per essere un prodotto di lodevole rilievo. Nota a margine che ha dell’incredibile: a dispetto dei suoi colleghi più navigati, Samuel Troiano, dodici anni e alla sua prima apparizione sullo schermo cinematografico, è l’unico in grado di sorreggere il film, denotando freschezza e credibilità.

Uscita al cinema: 5 febbraio 2015

Voto: *

Leggi la recensione anche su Persinsala

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